Abel il robot per aiutare i malati di demenza

Il Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” e la startup Emotiva testano il robot Abel per aiutare i malati di demenza

Redazione
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Si chiama Abel ed è un nuovo robot umanoide realizzato dal  Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa e che, ora, si appresta a fare un passo in avanti cercando, grazie alle sue abilità tecnologiche, di aiutare anche i malati di demenza.

Chi è il robot Abel

Il ricercatore Danilo De Rossi, insieme a un’artista di Londra, Gustav Hoegen, sono i “padri” del piccolo Abel. L’umanoide ricorda un adolescente e, grazie ai suoi tratti sia del viso che del corpo, riesce a suscitare emozioni ed empatia.

Abel, grazie all’intelligenza artificiale, è anche in grado di attuare strategie di comportamento in base allo stato psico-fisiologico e comportamentale dell’interlocutore. Il robot, dunque, sarà in grado di imparare dalla propria esperienza arricchendo sempre più i suoi schemi comportamentali.

Negli ultimi anni il robot è al centro delle ricerche condotte da team di scienziati da diversi dipartimenti e afferenti al Centro Piaggio: Arti Ahluwalia ed Enzo Pasquale Scilingo del Dipartimento dell’Ingegneria dell’Informazione, e Caterina Giannetti del Dipartimento di Economia e Management. Quest’ultima, in particolare, sostiene che Abel potrà essere protagonista anche di esperimenti di economia comportamentale.

L’intelligenza artificiale è già centrale in questo settore con il 70% delle transazioni nei mercati finanziari, di fatto, gestiti da algoritmi – ha raccontato Caterina Giannetti – Abel potrà servire per studiare la fiducia nelle interazioni economiche ripetute, oppure potrà essere utilizzato all’interno dei gruppi di lavoro per capire se e come può aumentare la performance e infine, grazie allo sviluppo delle sue capacità emotive e cognitive, Abel potrà servire per indagare i nessi causali tra emozioni e scelte economiche”.

Il progetto per i malati di demenza

Il progetto che vede coinvolto il robot Abel per cercare di aiutare i malati di demenza, è stato avviato dalla startup deep-tech italiana Emotiva, insieme al Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa.

Alla tecnologia già avanzata del robot si aggiunge quindi il nuovo algoritmo di IA, Emotion sviluppato dalla startup, che ha già raggiunto altissimi livelli di accuratezza nel riconoscere le emozioni umane, superiore del 60% rispetto ai livelli di riferimento usati nel mondo della robotica. Grazie ad essa quindi, Abel, diventa un robot-specchio utile per implementare e testare le teorie della mente umana ma anche per comprendere le emozioni durante un’interazione tra uomo e robot.

Utilizzando la sua capacità di apprendere e mostrare empatia – ha detto Lorenzo Cominelli, ricercatore del Centro Piaggio – Abel sarà uno strumento efficace per contribuire a migliorare l’assistenza ai malati di demenza, colmando le lacune comunicative e fornendo un’altra forma di sostegno ai caregiver e ai familiari”.

Federico Morgantini Editore

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