Soluzioni green e al tempo stesso efficienti per le autostrade italiane. Anche se al momento limitato a un tratto dell’A1 (svincolo di Valmontone, Roma), il progetto di queste barriere fonoassorbenti non si limiterà a ridurre il disturbo acustico del traffico, ma andrà anche a coprire una quota considerevole del fabbisogno energetico, oggi, delle popolazioni attigue alla tangenziale, ma un domani anche di tante altre località. Vediamo meglio di cosa si tratta.
Barriere fonoassorbenti, il progetto di Autostrade per l’Italia
Impianto a base fotovoltaica realizzata da Autostrade per l’Italia (ASPI) in collaborazione con Elgea, questa struttura di barriere fonoassorbenti è in corso di completamento presso l’autostrada A1 Milano Napoli, a sud di Roma, all’altezza dello svincolo di Valmontone.
È a tutti gli effetti uno dei primi impianti fotovoltaici del genere al mondo, progettati in una configurazione che ottimizza le prestazioni acustiche con la produzione di energia rinnovabile.
Proprio dal punto di vista acustico, il piano rientra nel più ampio programma di rinnovamento di queste barriere all’interno della rete di ASPI, con l’obiettivo di estendere questa sperimentazione anche ad altre tratte della rete autostradale.
E non solo. Grazie al Programma Mercury – Smart Sustainable Mobility, Autostrade per l’Italia vuole garantire infrastrutture più sicure, partecipare alla rivoluzione di una mobilità sempre più sostenibile, nonché contribuire attivamente agli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e transizione energetica, digitalizzazione e innovazione nei sistemi di mobilità.
Oltre a questo tratto, si punta a operare quest’innovazione nel più grande laboratorio “a cielo aperto d’Europa”, cioè i 3.000 km della rete autostradale in concessione.
Come funzionano queste barriere innovative
Riporta dettagliatamente il comunicato stampa di ASPI, il progetto prevede l’installazione di 2500 metri di barriere in direzione nord e 1500 metri in direzione sud, per oltre 20.000mq di superficie. Nonché 432 moduli fotovoltaici in silicio monocristallino da 140Wp, suddivisi in 72 stringhe.
L’obiettivo, come già precisato, non è solo di soddisfare la quiete pubblica, ma anche il fabbisogno energetico locale, specie se tramite fonti rinnovabili.
I componenti dell’impianto fotovoltaico sono integrati su barriere fonoassorbenti che si sviluppano per circa 300 metri, appositamente progettate allo scopo, ad un’altezza tra 3 e 9,5 metri dal piano della carreggiata, così da consentire il massimo grado di irraggiamento e sempre mantenendo un livello massimo di sicurezza per gli utenti.
L’energia generata dal nuovo impianto sarà in grado di soddisfare il fabbisogno del casello di Valmontone grazie alla:
- produzione di circa 80MWh all’anno,
- una riduzione di circa 600 tonnellate di CO2 durante la vita utile dell’impianto.