Google Gemini rende i robot ancora più intelligenti

Secondo DeepMind, Google Gemini 1.5 Pro sta rendendo i robot ancora più autonomi e intelligenti. Ecco cosa sono in grado di fare ora

Redazione
robot

Gemini rende intelligente tutto, persino i robot, come ha dimostrato recentemente il gruppo di ricerca Google DeepMind. Nel loro ultimo studio il team ha spiegato come Gemini stia trasformando alcuni suoi robot grazie alla potenza dell’intelligenza artificiale, rendendoli più autonomi, efficienti e addirittura in grado di interagire con l’ambiente con grande reattività.

Gemini 1.5 Pro rende intelligenti i robot

Come precisa lo studio, è il modello Gemini 1.5 Pro ad aver migliorato le capacità di elaborazione dei robot RT-2 di DeepMind. Grazie alla capacità di elaborare grandi quantità di informazioni, Gemini 1.5 Pro ha permesso ai robot di poter comprendere anche le istruzioni in linguaggio naturale impartite dagli utenti.

Un notevole passo in avanti rispetto al passato, quando l’interazione tra utenti e robot avveniva esclusivamente attraverso l’utilizzo di stringe di comando o appositi codici molto elaborati.

Lo stesso team ha pubblicato un video su Instagram in cui mostra le capacità di un robot integrato con Gemini 1.5 Pro mentre impara a conoscere l’ambiente e a eseguire comandi basati su ciò che ha visto. Ad esempio, se gli viene mostrato un telefono e gli viene chiesto “dove posso caricarlo?“, il robot è in grado di guidare l’utente verso una presa elettrica.

Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI

Prestazioni e limiti del robot Google Gemini

DeepMind afferma che i robot alimentati da Google Gemini hanno raggiunto un tasso di successo del 90% su oltre 50 istruzioni impartite in un’area di oltre 800 metri quadrati. I ricercatori hanno inoltre riscontrato in altre prove preliminari che Gemini 1.5 Pro permette ai robot di pianificare compiti complessi. Come ad esempio verificare la disponibilità di una bevanda in frigorifero e comunicare il risultato all’utente.

Va detto però che ancora i tempi di elaborazione delle istruzioni sono alquanto lunghi, tra i 10 e i 30 secondi. Questo indica che potrebbero passare alcuni anni prima di vedere dei robot avanzati nelle nostre case.

Sebbene Google non abbia fornito dettagli specifici sull’uso di Gemini nei suoi robot, è probabile che l’intelligenza artificiale venga impiegata su questi robot, al momento, per migliorare funzioni come:

  • la percezione sensoriale,
  • la pianificazione del movimento,
  • la presa di decisioni,
  • l’interazione con l’ambiente.

Un approccio già esplorato anche dal MIT, quando ha sviluppato un metodo di navigazione che converte le rappresentazioni visive in linguaggio. Allo stesso modo, Microsoft sta lavorando a una nuova API per utilizzare ChatGPT nel controllo di robot e droni, dimostrando quanto sia ancora vasto il potenziale delle tecnologie di intelligenza artificiale.

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