Condizionatori addio con questo nuovo sistema di raffrescamento radiante portatile

Da Hong Kong arriva una nuova tecnologia di raffrescamento radiante portatile che in futuro renderà obsoleti i condizionatori. Ecco di cosa si tratta

Redazione

Con questo nuovo sistema potremo dire addio in futuro ai condizionatori. Parliamo di una nuova tecnica di raffrescamento radiante portatile sviluppata dai ricercatori dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hong Kong, che permette di superare tutti i limiti e gli svantaggi delle attuali tecnologie di raffrescamento, garantendo così il massimo del comfort.

Da Hong Kong il nuovo sistema di raffrescamento radiante portatile

Come riferisce Techxplore, il dispositivo sviluppato da questi ricercatori utilizza un modulo termoelettrico simile a una pompa di calore. Questo modulo crea una superficie estremamente fredda grazie al suo rivestimento fatto di materiali emissivi nell’infrarosso e a una speciale pellicola in polietilene, che evita la formazione della condensa e riduce le perdite energetiche.

Parliamo di un sistema che, stando ai test effettuati, ha già dimostrato una riduzione della temperatura di 7,3°C su un simulatore di pelle umana. E tutto questo consumando il 50,4% di energia in meno rispetto ai tradizionali sistemi di raffreddamento convettivo. Inoltre, il sistema ha dimostrato una notevole efficacia in grandi spazi come scuole, ospedali e uffici, raggiungendo una densità di energia di raffreddamento radiante pari a 154 W per metro quadrato.

Altra particolarità di questo sistema di raffrescamento radiante portatile è il fatto che è possibile personalizzare la temperatura anche nel caso di edifici non completamente sigillati, persino con le finestre aperte. Inoltre può essere utilizzato anche in modalità inversa per il riscaldamento invernale, rendendolo una soluzione versatile per il comfort termico tutto l’anno.

Limiti e problemi dei condizionatori odierni

La soluzione progettata dall’università hongkonghese riesce a risolvere diversi problemi e limiti che ancora oggi ritroviamo nei condizionatori, da sempre gli strumenti “rappresentanti” della tecnologia del raffrescamento radiante.

Come ad esempio il fatto che, se applicati su pareti, soffitti o pavimenti, pur garantendo una temperatura uniforme senza fastidiose correnti d’aria, i condizionatori possono produrre condensa sulle superfici. E possono inoltre richiedere un maggiore consumo energetico per garantire deumidificazione e ricircolo dell’aria.

Ma non solo. Se radiati su grandi superfici, i condizionatori tradizionali dimostrano una bassa densità di energia di raffreddamento radiante (RCED), che si aggira attorno ai 50 W/mq solo in ambienti ben sigillati. Si tratta di un livello di densità necessario per mantenere la temperatura al di sopra del punto di rugiada (circa 16°C), in modo da evitare la formazione della condensa. Raggiungendolo soltanto in ambienti sigillati, ciò comporta inevitabilmente all’abbandono di tali soluzioni nel caso di ambienti che non sono perfettamente isolati.

Si tratta di limiti che, come visto nei risultati sopraccitati, sono stati abbondantemente superati da questo nuovo metodo. Purtroppo, al momento però questa tecnologia è in fase di sperimentazione, pertanto ci vorrà ancora un po’ prima che venga commercializzata.

Per saperne di più su questo studio, vi consigliamo la lettura integrale del paper pubblicato su Cell Reports Physical Science.

Xinyao Zheng et al, A pure radiant cooling device for “air conditioning” without conditioning airCell Reports Physical Science (2024). DOI: 10.1016/j.xcrp.2024.102191

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