Il mondo dello shopping online sta per cambiare. I brand, infatti, cercano di diminuire sempre più le restituzioni dei capi acquistati online sia per i costi sia, soprattutto, per il forte impatto ambientale. Una tendenza che sta diventando sempre più forte anche tra i grandi marchi dell’abbigliamento del fast fashion a partire da Zara che lo scorso anno ha detto addio al reso gratuito online, seguito poi anche da H&M e moltissimi altri.
Proprio in questi giorni, poi, anche Amazon ha iniziato a segnalare i prodotti che vengono restituiti di frequente proprio al fine di cercare di diminuire la restituzione degli articoli, come riporta Ansa.
Reso gratuito: quali sono gli oggetti che tornano più indietro?
Per capire meglio come la situazione del reso gratuito pesi sulle tasche delle aziende e sull’ambiente, basta leggere i dati del nuovo report “Guida ai resi nel mondo dell’ecommerce” realizzato dalla startup YOCABÈ.
L’analisi parte da una statistica SaleCycle secondo la quale, in media, nel mondo viene restituito 1 articolo su 5, vale a dire circa il 20% degli articoli comprati online (offline si parla del 10% dei resi). Tradotto in termini di costi, questo vuol dire circa 550 miliardi di dollari di cui solo l’Europa ne genera circa 126 miliardi di dollari.
Il reso gratuito riguarda tutti i prodotti ma, andando a vedere la mappa in Europa con particolare focus su Italia, Francia, Svizzera e Germania, spicca, neanche a dirlo la moda. Secondo i dati in Svizzera i resi fashion superano il 45%, in Germania il 44% e in Francia il 24% mentre l’Italia si ferma al 16% (ma solo perché il mercato dei resi è direttamente proporzionale alla digitalizzazione dei Paesi).
Guardando i resi italiani, al primo posto si conferma l’abbigliamento con il 25%, il 15% delle scarpe e il 10% degli accessori. Nello specifico tra gli abiti più resi si trovano i vestiti (36%), i pantaloni (31%), le gonne (29%) e pullover e cardigan (10%). Tra gli accessori, invece, spiccano occhiali (19%), cinture (15%) e portafogli (10%).
Ovviamente per poter rendere un oggetto o un capo, vanno prima controllate le pratiche di reso. Secondo una recente indagine Nielsen, circa il 72% degli italiani verifica sempre le policy di reso prima degli acquisti, e il 52% rinuncia all’acquisto se il reso è entro 30 giorni.
Infine, un dato interessante e alquanto preoccupante, è il costo del il rinvio della merce che pesa sulle tasche delle aziende, mentre per molti utenti si tratta di un reso gratuito. Nel mondo questo dato è pari a circa 33 dollari di media mentre, in Italia, ogni reso costa circa 13 euro (che diventano 23 se la spedizione è verso la Germania e 30 se verso la Svizzera).