Dai robot all’intelligenza artificiale, fino alla telemedicina, l’ambito della digital health continua la sua inarrestabile crescita. L’ultima novità arriva dal Gaetano Pini che utilizza l’AI per migliorare la Radiodiagnostica.
Sanità digitale: a che punto siamo
Secondo dei recenti dati del Rapporto civico sulla salute 2022 di Cittadinanzattiva, la telemedicina sta avendo, negli ultimi tempi, un aumento di interesse significativo. Di contro, però, pare che i servizi siano ancora poco utilizzati a causa dell’offerta ancora limitata. Sono molti i pazienti che monitorano tramite telefonata o videochiamata di controllo il loro stato di salute, circa il 23%. Dato che scende di molto se si parla di tele-visita con lo specialista (8%), la Tele-riabilitazione (6%) o il Tele-monitoraggio dei parametri clinici (4%).
L’intelligenza artificiale al Gaetano Pini
Investire nelle tecnologie è importante e lo sa bene l’ASST Gaetano Pini-CTO che, da oggi, può utilizzare gli algoritmi di intelligenza artificiale per ottenere immagini più chiare e tridimensionali anche per i pazienti con protesi o altri impianti metallici. Grazie all’algoritmo Smart MAR (Smart Metal Artifact Reduction) si possono infatti ottenere immagini tomografiche chiare anche se il paziente ha artefatti metallici, cosa che, invece, non si riesce a vedere con le macchine tradizionali. In questo modo si migliora il passaggio di informazioni tra radiologo e chirurgo migliorando, di conseguenza, anche l’efficacia di qualsiasi tipo di intervento.
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“Lo studio si focalizza sulla valutazione dell’efficacia dell’algoritmo Smart MAR nella riduzione degli artefatti metallici nell’imaging tomografico delle protesi, combinato con ricostruzione VR-3D. L’obiettivo di questo approccio è generare immagini corrette da artefatti metallici e, allo stesso tempo, conservare la risoluzione spaziale e l’integrità dei dati vicino al metallo. L’analisi dei risultati ottenuti su una casistica di 100 pazienti del Presidio Pini dimostra che la ricostruzione 3D sull’algoritmo MAR permette di valutare al meglio la struttura d’interesse, più facilmente assimilabile all’anatomia reale del paziente” ha spiegato la dottoressa Giovanna Marra.
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