L’allestimento di Robot, The Human Project esalta un approccio immersivo ed esperienziale, pensato anche a misura di bambino.
Al Mudec di Milano va in scena Robot, The Human Project fino al 1 agosto 2021.
La mostra racconta la storia della relazione tra essere umano e uomo artificiale, dagli albori fino all’ultimissima esperienza concreta nella lotta al Covid-19. Lo scopo è affascinare il pubblico attraverso le nuove frontiere della robotica, divertire attraverso l’interazione tra visitatore e robot
e invitare a riflettere sulle questioni aperte, dalla biorobotica alla roboetica fino al pensiero artificiale.
Il percorso espositivo racconta – con un approccio fortemente interdisciplinare – la storia della relazione tra l’essere umano e il suo doppio artificiale, dai primi automi fino ai cyborg, agli androidi e ai robot emotivi dei giorni nostri, svelando al pubblico i risultati concreti finora raggiunti, gli straordinari sviluppi tecnologici e le frontiere della robotica e della bionica; ne ripercorre il fascino antico esercitato sull’uomo dall’automa nell’era della meccanica, l’incessante aspirazione dell’essere umano a creare alter ego che assottigliano sempre più le barriere tra artificiale e naturale; robot antropomorfi e biomorfi dotati di un’intelligenza artificiale che necessariamente sollevano già da ora e sempre più spesso questioni etiche e riflessioni sociali ineludibili, a livello globale, come si legge sul comunicato ufficiale.
Un progetto espositivo articolato attraverso un allestimento che esalta un approccio immersivo ed esperienziale, pensato anche a misura di bambino.
Dai primi congegni meccanici dell’antica Grecia alle nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale, l’uomo è sempre stato attratto dall’idea di creare un proprio simile artificiale. Il percorso espositivo racconta la relazione tra l’essere umano e il suo doppio, svelando al pubblico i risultati finora raggiunti, gli straordinari sviluppi tecnologici e le frontiere della robotica e della bionica contemporanea. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con i principali istituti di ricerca come l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’IIT di Genova, intende offrire una chiave di lettura per il futuro, con un approccio immersivo dal respiro tecnico-scientifico, antropologico e artistico che svela come l’interazione tra uomo e macchina sia sempre più reale.
Dopo aver presentato gli antenati dei robot, antichi capolavori della tecnica, l’esposizione dà spazio alla robotica moderna applicata alle neuroscienze, ossia la bionica, per poi soffermarsi sui “Cobot” presenti in mostra, robot che sanno riconoscere e trasmettere emozioni, connotati da una grande utilità e accettabilità sociale.
L’impressionante avanzamento tecnologico in questi campi, le prospettive aperte e tutte le possibili implicazioni portano con sé anche interrogativi etici, sociali e culturali di primaria importanza, su cui è fondamentale una riflessione.
La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, in collaborazione con Fondazione Deloitte, main sponsor del Museo, l’Istituto di Bio Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il principale istituto universitario dedicato alla ricerca sulla robotica in Italia e al supporto tecnico e scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT); inoltre è realizzata grazie al sostegno di Gruppo Unipol, che è main sponsor del progetto.