Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale
Gli investimenti nei data center destinati all’AI potrebbero raggiungere livelli senza precedenti nei prossimi decenni. Secondo le stime di PwC riportate da Bloomberg e Tom’s Hardware, la spesa potrebbe arrivare a 31,6 trilioni di dollari entro il 2050, con scenari ancora più ottimistici che portano la cifra fino a 50 trilioni. Un volume di capitali superiore a quello richiesto, nella loro fase di sviluppo, da infrastrutture storiche come ferrovie, reti elettriche e internet. A rendere particolare questo scenario è anche la necessità di sostituire periodicamente GPU e altre componenti, rendendo gli investimenti molto più ricorrenti rispetto alle precedenti grandi infrastrutture.
Investimenti data center AI: una nuova soglia storica
Le dimensioni della spesa prevista segnano un confronto diretto con alcune delle più importanti trasformazioni infrastrutturali della storia. Ferrovie, elettrificazione e internet hanno richiesto enormi quantità di capitale per essere costruiti e diffusi, ma secondo PwC il ciclo di investimenti legato all’AI potrebbe superare tutti e tre.
La differenza non riguarda soltanto l’entità della cifra. Le infrastrutture tradizionali possono infatti rimanere operative per decenni dopo la loro realizzazione, mentre i data center AI richiedono un flusso continuo di capitali per adeguarsi all’evoluzione tecnologica.
Il ciclo delle GPU accelera la spesa
Uno degli elementi che contribuiscono a spiegare queste previsioni è la rapidità con cui cambiano le componenti hardware. I gestori dei data center sono chiamati ad acquistare nuove GPU e infrastrutture ogni quattro-sei anni, secondo quanto riportato nella fonte.
Il ritmo potrebbe essere persino più serrato per alcune componenti. Nvidia, AMD e altri produttori stanno introducendo nuove generazioni di GPU ogni due o tre anni, mentre secondo un architetto di Google la vita operativa di una GPU per data center potrebbe essere di appena uno-tre anni.
Questo rende il ciclo dell’AI particolarmente oneroso: non si tratta di un investimento iniziale destinato a sostenere la crescita per decenni, ma di una spesa destinata a ripetersi con regolarità.
Gli Stati Uniti concentrano la quota maggiore
La distribuzione geografica degli investimenti mostra inoltre quanto il fenomeno sia concentrato in alcune aree. PwC prevede che gli Stati Uniti possano arrivare a 15,1 trilioni di dollari di spesa, seguiti dall’area Asia-Pacifico, comprendente anche Cina e India, con 8,2 trilioni.
L’Europa dovrebbe raggiungere 5,6 trilioni di dollari, mentre il Medio Oriente si fermerebbe a 1,1 trilioni. Per l’Africa la previsione è invece di 255 miliardi di dollari. Nvidia e gli altri produttori di chip sarebbero tra i principali beneficiari di questa enorme domanda, insieme ai comparti del networking e ai fornitori di rame e altre infrastrutture necessarie per alimentare i data center.
Energia, chip e geopolitica tra i rischi
La crescita prevista non è però priva di ostacoli. PwC individua diversi fattori che potrebbero rallentare il processo, dalla disponibilità di energia alla sovranità dei dati, fino alla reperibilità dei chip.
Negli Stati Uniti, per esempio, i data center potrebbero arrivare a consumare il 20% dell’intera fornitura elettrica nazionale entro il 2035. Per far fronte alla domanda, gli operatori stanno ricorrendo anche a turbine alimentate a gas naturale, ma l’aumento degli ordini ha contribuito a creare carenze e tempi di attesa che possono estendersi fino al 2030.
A questi problemi si aggiungono le tensioni geopolitiche, comprese le restrizioni sulle esportazioni di terre rare e chip avanzati. Secondo la fonte, questi fattori potrebbero ridurre del 20% le previsioni di investimento globale.
Un boom enorme, ma con l’incognita della bolla
Sul mercato resta infine il timore che la corsa all’AI possa trasformarsi in una bolla. Alcune società tecnologiche legate all’intelligenza artificiale avrebbero accumulato circa 1,65 trilioni di dollari di debito “nascosto”, mentre i costi stanno aumentando e alcune aziende, tra cui OpenAI, sono alla ricerca di un percorso verso la redditività.
Nonostante le incognite, Nvidia continua a puntare con decisione sull’espansione dell’infrastruttura AI. L’azienda sta collaborando con diversi operatori finanziari alla creazione di un fondo da 500 miliardi di dollari destinato a sostenere ulteriori investimenti nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale.
Fonte: Tom’s Hardware