Zama accelera la roadmap di compliance dopo il caso USDC

Il protocollo annuncia nuove misure dopo la decisione del tribunale americano che ha revocato il freeze sui fondi contestati USDC

Redazione
Blockchain e Bitcoin

Il protocollo di privacy blockchain Zama ha annunciato che accelererà le proprie misure di compliance dopo che un tribunale statunitense ha revocato il congelamento temporaneo di circa 12,5 milioni di USDC, riportando alla normalità il funzionamento del suo smart contract.

Il congelamento dei fondi e la genesi del caso

La vicenda ha avuto origine da un deposito di circa 12,5 milioni di USDC effettuato il 11 maggio nel contratto di USDC confidenziale di Zama. Secondo quanto riportato dal co-fondatore Rand Hindi su X e da ricostruzioni riprese da Cointelegraph, il blocco non nasceva da un coinvolgimento diretto del protocollo, ma da una disputa legale legata a un progetto terzo, Overnight Finance.

In seguito a un ordine restrittivo temporaneo, l’emittente della stablecoin Circle ha congelato i fondi. La misura ha colpito l’intero contratto smart, dato che oltre il 99% del valore era riconducibile a quell’indirizzo, generando un blocco totale dell’asset “confidential USDC”.

La decisione del tribunale e la riattivazione del contratto

Il tribunale statunitense ha successivamente stabilito che il congelamento non era giustificato, disponendo lo sblocco delle risorse. Secondo il protocollo, tutte le funzioni del contratto e i fondi sottostanti sono tornati operativi senza restrizioni.

Jeremy Bradley, chief operating officer di Zama, ha sottolineato che la corte ha riconosciuto come il blocco dell’intero pool fosse sproporzionato rispetto alla controversia in corso. Il nodo centrale della decisione riguarda la possibilità di isolare singoli account senza compromettere l’intero sistema di utenti non coinvolti nella disputa.

Le implicazioni per i protocolli DeFi e le stablecoin

Secondo Zama, l’episodio dimostra che qualsiasi protocollo che utilizza asset congelabili può essere esposto a dinamiche simili. Questo include non solo sistemi di privacy, ma anche exchange decentralizzati, bridge e piattaforme di lending.

La questione centrale riguarda la natura dei pool condivisi: un singolo ordine legale può potenzialmente influenzare interi contratti smart, anche quando la controversia riguarda un singolo indirizzo. Il caso evidenzia così una criticità sistemica per l’ecosistema delle stablecoin e della finanza decentralizzata.

La risposta di Zama: accelerazione della compliance

In risposta all’evento, Zama ha annunciato l’accelerazione della propria roadmap di compliance. Il piano include meccanismi di enforcement automatico in caso di blocchi imposti dall’emittente dell’asset, come quello già utilizzato da Circle.

Tra le misure previste figurano anche un “compliance council” e strumenti avanzati di monitoraggio delle transazioni. L’obiettivo dichiarato è rendere il protocollo compatibile con richieste legali senza sacrificare le funzionalità di privacy.

Fonte: Cointelegraph

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