Vita, la call for startup per chi opera nel settore digital health

CDP Venture Capital Sgr, Healthware Group e Accelerace creano Vita, l’acceleratore per startup che lavorano nella digital health

Redazione
digital health

Si chiama Vita ed è l’acceleratore per startup che, grazie alle nuove tecnologie, cerca soluzioni o servizi nel campo della digital health. A lanciarlo CDP Venture Capital Sgr, attraverso il Fondo Acceleratori, ed è realizzato insieme a Healthware Group e all’acceleratore danese Accelerace.

Digital health e startup

Lo scopo di Vita è trovare proposte innovative per una digital transformation della Sanità e del suo sistema e, nello specifico per: terapie digitali, piattaforme di telemedicina e salute digitale, diagnostica e monitoraggio a distanza, soluzioni di salute mentale e il supporto nella gestione delle terapie, sistemi innovativi di distribuzione dei farmaci. Inoltre, vi sarà un focus particolare per le proposte che riguardano le patologie respiratorie, l’oftalmologia, la salute della donna, le malattie rare, le patologie da dolore cronico e molto altro.

Ogni anno, per i prossimi tre anni, verranno selezionate fino a 10 startup, in fase seed e pre-seed. Le realtà selezionate potranno accedere a un percorso di sviluppo strutturato dai partner dell’acceleratore, potranno partecipare a eventi di settore, primo fra tutti la conferenza globale Frontiers Health, e avranno accesso a un network internazionale di stakeholder.

“Il settore sanitario è molto presente nelle politiche di sviluppo di Next Generation EU e nella declinazione nazionale del PNRR la tecnologia è uno degli elementi  centrali per abilitare servizi di assistenza sanitaria territoriale, reti di prossimità e la digitalizzazione del servizio sanitario nazionale”, commenta Francesca Bria, Presidente di CDP Venture Capital Sgr“La pandemia ha accelerato in modo esponenziale un processo di digitalizzazione della sanità che era già in corso, e oggi diventa essenziale investire nella crescita di startup in grado di offrire un nuovo approccio che metta al centro il paziente, e garantisca la sicurezza e una gestione etica dei dati sanitari che  possono essere utilizzati per facilitare la collaborazione su richiesta e in tempo reale tra medici e pazienti, dall’ospedale a casa”.

Le startup, italiane e internazionali, che intendono aprire una sede legale in Italia, potranno candidarsi fino al 12 giugno.

Federico Morgantini Editore

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