L’intelligenza artificiale e i robot sono ormai sempre più presenti nelle nostre vite e ora, con la pandemia, tutti abbiamo capito che è la tecnologia la chiave per il futuro del lavoro. Questo dato emerge anche nel nuovo studio condotto da Oracle e Workplace Intelligence, società di ricerca e consulenza nel settore risorse umane e appena reso pubblico.
Il quadro generale
Dopo oltre un anno di pandemia, le persone vogliono cambiare vita e affrontare nuove e grandi sfide, specie in ambito professionale. Questo periodo di chiusura forzata nelle nostre casa è stato infatti l’occasione per ripensare alle proprie vite e al proprio lavoro. Dalla ricerca emerge che circa il 75% degli intervistati si sente bloccato professionalmente e che questo ha avuto impatti negativi anche sulla propria vita personale. Da qui, l’83% afferma di essere disposto a cambiare vita, anche se non tutti possono permettersi di farlo.
Il 2022 quindi sarà l’anno decisivo del cambiamento in ambito lavorativo per molti. Un cambiamento talmente sentito e necessario che in tanti sono disposti a rinunciare a benefit come ferie, bonus e una parte del salario per avere nuove opportunità di carriera.
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L’intelligenza artificiale e il lavoro
Dopo aver fatto un quadro della situazione lavorativa è chiaro che è importante fare attenzione alle esigenze dei dipendenti, ora più che mai. Per farlo le aziende devono rinnovarsi anche e soprattutto in ambito tecnologico.
Secondo i dati emersi dalla ricerca infatti ben l’85% degli intervistati punta sull’AI per cercare di definire il proprio futuro: per identificare le competenze che hanno bisogno di sviluppare e proporre modi per acquisirle (36%) o per suggerire passi da compiere per perseguire gli obiettivi di carriera (32%). Inoltre, secondo l’83% le tecnologie AI offrono un supporto migliore rispetto a quello umano in merito a consigli sulle scelte di carriera perché riescono a dare suggerimenti non influenzati e in minor tempo.
L’intelligenza artificiale dunque può aiutare il lavoratore a indentificare le competenze, a capire come svilupparle e a trovare nuove posizioni lavorative in linea con le competenze che già si hanno.
Insomma, pare che le aziende che vogliono mantenere i propri dipendenti fedeli devono cominciare a guardare sempre più alla tecnologia e all’intelligenza artificiale in particolare per supportare lo sviluppo di carriera del lavoratore.