Robot e innovazione protagonisti al Maker Faire di Roma

Si è conclusa domenica 10 ottobre la Maker Faire di Roma, la fiera dedicata all’innovazione. Protagonisti robot e sostenibilità

Redazione
robot intelligenza artificiale

Si è conclusa domenica 10 ottobre la Maker Faire di Roma, la fiera dedicata all’innovazione, alla tecnologia e alla creatività. Protagoniste tante storie accomunate da uno sguardo rivolto al futuro – alcune, anche agli obiettivi europei del 2030, molte dedicate ai robot – raccontate da speaker internazionali di grande rilievo.

Tema di quest’anno è stato “Fast Forward – The Future in The Making”, cornice perfetta per riflettere anche sul tema del Design inteso come “turbine di trasformazione sociale”, come infrastruttura fondante di un nuovo vivere individuale e collettivo tra fisico e digitale “che ha la capacità di dare senso, significato, ragione di esistere alle cose”, come si legge sul comunicato stampa ufficiale.

Tanti i progetti d’innovazione presentati, capaci di avvolgere il visitatore in uno scenario futuristico dall’alto tasso d’innovazione, dove le nuove opportunità aperte dallo studio e dalla conoscenza si sono fatte palpabili.

Eni, main partner storico, ha presentato il progetto di riqualificazione dell’area dell’Ex Gazometro, luogo ideale per far ripercorrere a i visitatori la storia di una transizione energetica in perenne evoluzione, avvenuta in questo sito straordinario. Qui, infatti, nei primi anni del Novecento iniziò l’estrazione del gas dal carbone, segnando l’inizio di una transizione energetica in Italia. 

E se sostenibilità fa rima con tecnologia, non possono non saltare subito all’occhio i robot collaborativi, ormai una realtà: interagiscono con l’uomo e sono controllati a distanza con raffinata precisione, come gli umanoidi e i dispositivi indossabili del progetto ergo Cub promosso dall’Istituto italiano di tecnologia e dall’Inail per aiutare gli operatori sui luoghi di lavoro, come industrie e ospedali, rendendo la prevenzione più efficiente.

L’estremità dello spettro è rappresentata poi dalla sublimazione dell’interazione uomo robot, che si concretizza nell’avatar. Un esempio è Slim (Snake-Like robot for Inspection and Maintenance), il robot serpente progettato per ispezionare aree pericolose e inaccessibili all’uomo di impianti industriali e macchinari. Sviluppato nel laboratorio Rain (Robotic Automation and INspection lab) dell’Istituto Italiano di Tecnologia, sfoggia una struttura composta da giunti snodabili che gli consente di estendersi fino a cinque metri attraverso passaggi stretti e tortuosi, sfidando situazione impervie.

Sempre seguendo questo filone, Maker Faire è stato anche il palcoscenico d’elezione per AlterEgo, umanoide di 140 centimetri progettato per dare assistenza in remoto evitando il rischio di contagio, per esplorare territori pericolosi come quelli colpiti da un terremoto. Sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia e dal Centro ‘E. Piaggiò dell’Università di Pisa, è un robot avatar comandato a distanza con un visore e un joystick che permettono all’operatore di vedere attraverso gli occhi del robot e a utilizzarne le mani.

Federico Morgantini Editore
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