In questi mesi il mercato dell’AI generativa sta continuando a crescere con numerose possibilità per gli utenti che, se all’inizio erano spaventati da queste nuove tecnologie, oggi non solo ne sembrano appassionati ma oltre la metà si fida ad usarle, specie in alcuni settori. A confermarlo è un recente report del Capgemini Research Institute, dal titolo “Why consumers love generative AI”.
Consumatori e AI generativa: un rapporto di amore e odio
Secondo l’analisi di Capgemini, la maggioranza dei consumatori conosce le ultime innovazioni in materia di AI generativa e l’ha già utilizzata. Questo senza distinzione di età tanto che anche i Baby Boomer hanno dichiarato di averla già utilizzata.
Tra chi ha provato le tecnologie di AI generativa, la maggior parte si è detto soddisfatto delle sue applicazioni per quanto riguarda chatbot, videogiochi e attività di ricerca. Ne emerge poi che oltre la metà dei consumatori (53%) si affida all’AI per la propria pianificazione finanziaria, per ricevere una diagnosi o una consulenza medica (67%), per scoprire nuovi farmaci più precisi ed efficienti (63%) o per chiedere consigli per le relazioni interpersonali o per i progetti di vita e di carriera, in particolare i Baby Boomer (70%). Non mancano poi importanti opportunità per le aziende che scelgono di usare questa tecnologia dato che il 70% dei consumatori utilizza già strumenti di AI generativa quando è alla ricerca di consigli su nuovi prodotti e servizi e la maggior parte (64%) afferma di essere pronta a fare acquisti in base a tali raccomandazioni. Tra le varie fasce d’età non si evidenziano variazioni significative e il 67% dei consumatori si aspetta inoltre che l’AI generativa possa offrire suggerimenti personalizzati in materia di moda e arredamento.
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“La diffusione dell’AI generativa tra i consumatori a livello globale è notevole e il suo tasso di adozione è stato enorme, anche se la comprensione del funzionamento di questa tecnologia e dei rischi ad essa associati è ancora molto bassa”, ha dichiarato Niraj Parihar, CEO dell’Insights & Data Global Business Line di Capgemini e membro del Group Executive Committee. “Se da un lato la regolamentazione è fondamentale, dall’altro anche i partner commerciali e tecnologici svolgono un ruolo determinante nell’informare e nel far rispettare le misure di tutela che rispondono alle problematiche legate all’etica e all’uso improprio dell’AI generativa. Ad esempio, in Capgemini ci impegnamo ad aiutare i clienti a individuare i casi d’uso più rilevanti per le loro specifiche esigenze di business, muovendosi all’interno di un quadro etico. L’AI generativa non è ‘intelligente’ di per sé: la sua intelligenza dipende dal supporto e dall’assistenza dei professionisti esperti in questa tecnologia. Come per ogni tipo di intelligenza artificiale, la chiave del successo è rappresentata quindi dalle misure di salvaguardia che gli esseri umani mettono in atto per garantire la qualità dei suoi risultati”.