Troppe videocall possono far male alla salute: cos’è la VCF, la fatica da videoconferenza

Sei stanco dopo un’intera giornata passata tra le videocall? Si chiama VCF, ed è uno stress reale, secondo lo studio di Techno Stress

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
whatsapp

Se ti senti particolarmente esausto dopo una giornata su Zoom, Skype o Teams o tanti altri programmi di videocall, puoi star tranquillo: non è frutto della tua immaginazione.

Si chiama fatica da videoconferenza (VCF) ed è reale, secondo uno studio redatto da un quartetto di ricercatori austriaci.

Le videocall possono fare male alla salute: lo studio di Techno Stress

Sì, la VCF esiste, ed è un problema serio. A dirlo sono dei ricercatori austriaci, autori di uno studio apparso su Scientific Reports, una rivista pubblicata da Nature Reports.

I ricercatori del programma di ricerca Techno Stress hanno ormai una bibliografia importante. Con oltre 20 articoli su temi come il confronto delle interazioni sociali nel metaverso con quelle delle videoconferenze, in quest’ultimo studio hanno voluto valutare gli effetti delle videocall nel lungo periodo:

“Una delle principali implicazioni del nostro studio è che la videoconferenza dovrebbe essere considerata come un possibile complemento all’interazione faccia a faccia, ma non come un sostituto.”

Ad oggi, la maggior parte delle ricerche disponibili sulla VCF si basa su resoconti personali del problema e si concentra sulla causa piuttosto che sulle conseguenze. Per questo Techno Stress ha voluto fare la sua ricerca ad hoc.

Quali sono gli esiti degli esperimenti VCF

Per determinare gli effetti sul cervello causati da ore di videoconferenze, il team ha misurato l’attività elettrica nelle teste di 35 studenti universitari, che guardavano una lezione di 50 minuti mentre erano collegati a un elettroencefalogramma (EEG). I ricercatori hanno chiesto a un altro gruppo di guardare lo stesso contenuto dal vivo. Le lezioni non si sono svolte in un ufficio, ma in un ambiente accademico, con un’età media appena inferiore ai 24 anni.

I ricercatori di Techno Stress hanno calcolato gli effetti sulla frequenza cardiaca per i due gruppi con l’elettrocardiografia (ECG), misurata prima e dopo le sessioni di videoconferenza. Ai soggetti sono stati inoltre assegnati compiti di attenzione cognitiva e sono stati chiesti commenti personali sugli stati d’animo.

Il risultato è che coloro che hanno assistito alla conferenza dal vivo hanno riferito di sentirsi più vivaci, felici e attivi, e meno stanchi, sonnolenti e stufi rispetto ai colleghi online.

I dati cardiaci hanno indicato anche un maggiore affaticamento tra coloro che hanno guardato la conferenza online, suggerendo che la versione video ha avuto un impatto anche sul sistema nervoso. I risultati dell’EEG mostrano infatti un’attività cerebrale che indica un lavoro più duro, e quindi maggior affaticamento.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.