NFT, Criptovalute e tecnologia per aiutare l’Ucraina

NFT, Criptovalute e ancora social media, Google e attacchi hacker. Ecco come la tecnologia sta cercando di proteggere e aiutare l’Ucraina

Arianna De Felice
NFT

La situazione in Ucraina sembra paradossale, sembra di essere tornati indietro ad anni e anni fa. Dopo una pandemia il mondo si è unito nuovamente per cercare tutti, nel proprio piccolo, di aiutare. Ovviamente anche il mondo della tecnologia non è rimasto fermo e tante sono le iniziative lanciate a favore dell’Ucraina.

NFT e Criptovalute

Si chiama RELI3F ed è la prima collezione di NFT realizzata per sostenere l’Ucraina. 37 artisti, di cui molti originari proprio della zona, hanno realizzato le loro opere d’arte digitali al solo scopo di sostenere i soccorsi. Il ricavato, infatti andrà al 100% a chi sta lavorando per aiutare il Paese. Un’iniziativa che è stata subito ben accolta dal web tanto che, in soli 30 secondi, sono stati raccolti oltre 1 milione di euro.

A lanciare, via social, una campagna di aiuti è stato anche il governo Ucraino. La particolarità è che, come annuncia su Twitter, sono accettate anche donazioni in Criptovalute in quanto considerate il mezzo più sicuro al momento per far arrivare davvero gli aiuti necessari.

Anche in Italia è stato realizzato un NFT per beneficienza dai ragazzi responsabili del progetto agrario basato su blockchain Farming Tales. L’opera ha come protagonista Frank che si ritrova sul proprio campo un missile nucleare con scritto F**k the war. Il titolo assegnatoli è, non caso, No War. Il ricavato dell’opera digitale venduta verrà devoluto interamente a VetCrew, due veterani di Odessa che stanno aiutando tutti gli animali abbandonati dalle persone in fuga dal Paese.

Tecnologia, web e darkweb, si schierano a favore dell’Ucraina

Anche i big del web e del dark web ovviamente non sono stati a guardare e hanno usato la tecnologia in difesa del popolo ucraino.

La notizia del ripetuto attacco hacker di Anonymous ha infatti fatto il giro del mondo. Dopo aver bloccato i principali siti di Mosca, dal Cremlino al ministero della Difesa, sono infatti stati oscurati così come tutti gli altri mezzi sui quali veniva fatta propaganda mentre sono state migliorate le connessioni online del popolo ucraino.

Facebook, dal canto suo, dopo aver aumentato la sicurezza dei profili social del popolo ucraino, ha annunciato un nuovo importante blocco. Meta platforms, infatti, ha vietato ai media statali russi di pubblicare ADS o trarre qualsiasi altro profitto da Facebook in qualsiasi parte del mondo.

Infine, anche Google ha bloccato alcune funzioni in Ucraina per tutelare la popolazione. Si tratta della tecnologia di Google Maps evitando così di rivelare maggior traffico in una zona, e Live Busyness per oscurare anche eventuali concertazioni di persone in una posizione specifica.

Federico Morgantini Editore

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