L’intelligenza artificiale svilupperà prima o poi una coscienza? Non sarebbe incredibile, e nemmeno così sconvolgente, anche davanti a quanto già ipotizzato nella letteratura e cinematografia sci-fi.
Semmai la domanda giusta sarebbe “quando”, e “come”. Anche perché un suo sviluppo precoce e incontrollabile potrebbe mettere a repentaglio non solo le aziende, ma anche la società.
Quando potrebbe l’intelligenza artificiale ottenere la coscienza?
Anche all’interno della lotta per la leadership di OpenAI, in cui il CEO Sam Altman ha avuto la meglio sui membri del consiglio di amministrazione, sembra che ci sia una divisione, tra chi, come il CdA di OpenAI, che punta a una lenta evoluzione, e chi, come Altman, sarebbe favorevole all’andare veloce.
Ma una sua velocità potrebbe diventare facilmente incontrollabile. Anche Elon Musk, creatore di Grok, da sempre avvisa dei problemi che potrebbe generare l’AI se non viene tenuta a freno. Chi potrebbe controllarla, poi, se diventasse cosciente?
Per saperne di più: Intelligenza artificiale: cos’è e come funziona, tutto sulla AI
Per quanto concerne la velocità, anche divulgatori scientifici come George Musser sono rimasti sorpresi dalla rapidità con cui si stanno sviluppando le capacità degli strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT di OpenAI.
Ma, come molti ricercatori, Musser non è della linea apocalittica. Anche davanti all’effettivo rischio che possa davvero raggiungere una coscienza eguale a quella umana.
Perché non c’è da preoccuparsi
La prospettiva che l’IA diventi senziente e prenda in mano la situazione è qualcosa di cui dovremmo preoccuparci? Questa è solo una delle domande affrontate dal divulgatore scientifico George Musser in un libro appena pubblicato intitolato “Putting Ourselves Back In The Equation” (Rimettere noi stessi nell’equazione).
Come riportato da Geek Wire, Musser ha intervistato diversi ricercatori sull’intelligenza artificiale, quali neuroscienziati, fisici quantistici, neuroscienziati e filosofi. Tutti intervistati per ottenere una qualche lettura sulla questione.
La conclusione della maggioranza dei ricercatori è che non c’è motivo per cui l’intelligenza artificiale non possa essere cosciente come noi. E non dovremmo semmai preoccuparci di consentire l’ascesa dei futuri signori dell’AI, anche perché per la stragrande maggior parte degli scienziati l’attuale generazione di AI generativa è priva di coscienza.
E anche davanti all’arrivo di un’AI generativa cosciente, il vero problema sarà un altro: se infatti maltratteremo l’intelligenza artificiale, e se noi umani l’abuseremo. Per questo, una migliore comprensione della coscienza sia umana sia AI sia la soluzione contro questa deriva. Ma questo sarà possibile solo se lo faremo con l’intelligenza artificiale, e non contro.