Quello appena concluso è stato sicuramente un weekend burrascoso per il mondo di Telegram. Il CEO Pavel Durov, infatti, è stato arrestato in Francia sabato sera mentre scendeva dal suo jet privato. Il motivo sembrerebbe riguardare proprio la piattaforma di social media e, in particolare, la mancanza di moderazione dei contenuti e la riluttanza a lavorare con le forze dell’ordine da parte di Telegram. Due condizioni che hanno reso Durov “complice del traffico di droga, del riciclaggio di denaro e della condivisione di materiale pedopornografico che presumibilmente avviene tramite l’app“, precisa Tech Crunch.
Telegram nel caos per mancanza di moderazione dei contenuti
“È assurdo affermare che una piattaforma o il suo proprietario siano responsabili dell’abuso di tale piattaforma”, afferma l’azienda in una dichiarazione pubblicata sul suo canale ufficiale nell’app Telegram domenica.
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Come ricorda The Verge, sebbene non sia crittografato di default, l’approccio di Telegram alla moderazione, in gran parte non interventista, significa che l’app è vista da molti come un’alternativa privata e senza censura ad altri social network. “Quasi un miliardo di utenti in tutto il mondo usa Telegram come mezzo di comunicazione e come fonte di informazioni vitali”, si legge nella dichiarazione dell’azienda. “Stiamo aspettando una rapida risoluzione di questa situazione”.
Inoltre l’app ha affermato di rispettare appieno le leggi dell’UE, incluso il Digital Services Act, con una moderazione che rientra negli standard del settore e in continuo miglioramento.
Ricordiamo che il social media è stato a lungo al centro di discussioni proprio per le tematiche che giravano nelle chat. Tra queste, non è certo mancata anche la guerra ancora in corso tra Ucraina e il Paese natale di Durov, la Russia, tra l’altro particolarmente interessata a ciò che accadrà alla piattaforma.
L’arresto del CEO di Telegram ora farà sicuramente scattare un ulteriore dibattito sulla misura in cui le app di messaggistica dovrebbero essere ritenute responsabili dei messaggi condivisi dai loro utenti.