Perché Adobe Stock sta togliendo tutte le immagini generate dall’AI

Adobe Stock vuole mettere un freno alle immagini generate dall’AI. Una mossa estrema, ma necessaria per Adobe: ecco perché

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più efficiente e sofisticata, soprattutto nell’elaborazione delle immagini e dei video. Al punto che Adobe Stock ha deciso recentemente di togliere tutte le immagini generate dall’AI.

Anche perché si rischia di non riuscire più a distinguere una foto vera, di un evento realmente accaduto, da quella elaborata dall’intelligenza artificiale.

Adobe Stock mette un freno all’intelligenza artificiale

A riferire della nuova policy adottata da Adobe Stock è il Washington Post. Il sito di immagini stock Adobe Stock ha dichiarato che avrebbe represso le immagini generate dall’intelligenza artificiale. Perché sembrano rappresentare eventi reali e degni di nota.

In effetti, sempre più immagini presenti negli stock sembrano vere e proprie opere iconiche del fotogiornalismo. Salvo poi scoprire in qualche modo che nessuna di esse è reale. Per questo Adobe sta adottando nuove misure per impedire che le relative immagini vengano utilizzate in modi fuorvianti.

Poiché i rapidi progressi negli strumenti di generazione di immagini basati sull’intelligenza artificiale rendono sempre più difficile distinguere le immagini automatizzate da quelle reali, gli esperti affermano che la loro proliferazione su siti come Adobe Stock e Shutterstock minaccia di accelerarne la diffusione su blog, materiali di marketing e altri luoghi del Web, inclusi social media. E di rendere i confini tra finzione e realtà sempre più confusi.

Ma non sarà una passeggiata. Adobe inizialmente ha affermato di disporre di una policy per etichettare chiaramente tali immagini come generate dall’intelligenza artificiale: si potranno usare come illustrazioni concettuali, ma non potranno essere spacciate per fotogiornalismo.

Dopo che il Post e altre pubblicazioni hanno segnalato esempi contrari, martedì la società ha adottato politiche più severe. Passando così al divieto di immagini AI i cui titoli implicano che raffigurano eventi degni di nota.

Shutterstock e Getty Images: due policy diverse

Shutterstock, un altro importante servizio di immagini stock, ha collaborato con OpenAI per consentire alla società di addestrare il suo generatore di immagini DALL-E sulla vasta libreria di immagini di Shutterstock.

A loro volta, gli utenti di Shutterstock possono generare e caricare immagini create con DALL-E, pagando una tariffa di abbonamento mensile.

Al momento il problema di Adobe non si sta facendo sentire su Shuttershock. Il Post ha individuato una serie di immagini etichettate come generate dall’intelligenza artificiale, ma poche di esse erano fotorealistiche come quelle su Adobe Stock.

Diversa è invece la policy di Getty Images, un altro importante fornitore di immagini. Essa punta a bandire del tutto le immagini generate dall’intelligenza artificiale dalla sua libreria.

Di recente infatti la società ha citato in giudizio un’importante azienda di intelligenza artificiale, Stable Diffusion, sostenendo che i suoi generatori di immagini violano il copyright delle foto reali di cui Getty possiede i diritti.

Di contro, però, Getty ha collaborato con Nvidia per costruire il proprio generatore di immagini AI, addestrandolo solo sulla propria libreria di immagini creative. Libreria in cui non verranno inclusi fotogiornalismo o rappresentazioni di eventi attuali.

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