A quasi due anni dal debutto su Windows, ChatGPT arriva ufficialmente anche in Microsoft Word. OpenAI ha infatti esteso al programma di videoscrittura il componente aggiuntivo già disponibile su Excel e PowerPoint, rendendolo accessibile a tutti gli account, compresi quelli gratuiti. L’assistente può utilizzare il documento aperto come base per riassumere contenuti, correggere testi o rielaborare singoli passaggi.
ChatGPT arriva in Word e lavora direttamente sui documenti
Per utilizzare la nuova integrazione è necessario scaricare il componente aggiuntivo dal Microsoft Marketplace, direttamente da Word seguendo il percorso Home > Componenti aggiuntivi, presente all’estrema destra della barra multifunzione.
Una volta completata l’installazione e collegato il proprio account OpenAI, ChatGPT compare in un pannello laterale, accanto al documento sul quale si sta lavorando. Da qui è possibile interagire con il testo senza doverlo trasferire manualmente all’interno del chatbot.
L’assistente può, per esempio, riassumere l’intero documento, correggere o riformulare una porzione selezionata, trasformare alcune istruzioni in una bozza oppure intervenire su titoli, struttura e formattazione.
L’integrazione non dà accesso a tutta la cronologia di ChatGPT
Il componente aggiuntivo mantiene però una distinzione rispetto all’esperienza tradizionale di ChatGPT. Le conversazioni avviate direttamente da Word non vengono inserite nella cronologia del chatbot e il modulo non può accedere alle informazioni salvate nella memoria dell’account né alle competenze registrate.
Anche l’utilizzo di ChatGPT in Word viene scalato dalla quota prevista dal piano sottoscritto. A seconda dell’offerta, questa quota può inoltre essere condivisa con Codex e altre funzionalità premium.
Plugin esclusi, ma i servizi collegati possono essere utilizzati
Restano al momento fuori dall’integrazione anche i plugin di ChatGPT, che non possono essere utilizzati attraverso Word.
Diverso il discorso per i servizi collegati all’account. Strumenti come Outlook, SharePoint, Google Workspace e Dropbox possono infatti fornire al componente aggiuntivo le informazioni necessarie per svolgere le attività richieste sul documento.