Intelligenza artificiale per reperire metalli: arriva KoBold Metals

Tutti i dettagli sull’azienda californiana che utilizza l’intelligenza artificiale per reperire i materiali del futuro

Redazione
Intelligenza artificiale, IBM

Scandagliare superfici terrene alla ricerca di metalli importanti come nichel, rame, cobalto e platino attraverso una tecnologia innovativa basata sull’intelligenza artificiale e sul deep learning. Questo l’ l’obbiettivo primario dell’azienda californiana KoBold Metals, che ha brevettato Machine Prospector, una macchina in grado di fare previsioni sui luoghi di maggiore concentrazione dei materiali e di raccogliere dati aggiuntivi che aiutano a minimizzare l’incertezza.

Un progetto molto importante per il futuro della sostenibilità ambientale e che ha attirato anche Jeff Bezoz, Michael Bloomberg e Bill Gates. I tre hanno deciso di dare il loro contributo attraverso il fondo climatico Breakthrough Energy Ventures, stanziando milioni di dollari.

L’intelligenza artificiale riesce a esaminare persino mappe di 80 anni e combinarle con i dati satellitari per trovare potenziali siti. L’idea che sta alla base è ovviamente quella di eliminare rapidamente i luoghi dove le probabilità di successo sono basse in modo che, una volta iniziati i lavori di scavo e perforazione, risulti più facile trovare il posto idoneo.

Leggi anche: Intelligenza artificiale, cos’è e come funziona, tutto sulla AI

I materiali ricercati dall’azienda californiana risultano utili anche per costruire le batterie dei veicoli elettrici, che in futuro domineranno il mercato. Si stima, inoltre, che la richiesta di questi materiali possa aumentare di ben 40 volte nei prossimi 20 anni.

KoBold Metals si avvale anche di TerraShed, una piattaforma digitale che aggrega e studia una vasta collezione di dati scientifici e li rende disponibili per un’analisi rapida.

All’ecosistema digitale creato dall’azienda contribuisce un team esperto di scienziati e ingegneri provenienti dalle migliori società di software della Silicon Valley. In questo modo aiutano a combattere il cambiamento climatico, una delle tematiche più spinose da affrontare e i cui effetti sono stati mostrati anche da Google Earth.

Federico Morgantini Editore

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.