Nessun diritto d’autore sulle opere d’arte, che si tratti di musica, immagini, video, poesie o altro, prodotte dall’Intelligenza Artificiale. A deciderlo il Review Board dello United States Copyright Office che ha rifiutato di concedere un copyright per un’immagine realizzata da un programma di Intelligenza Artificiale. Secondo quanto dichiarato dall’ufficio statunitense “il nesso tra la mente umana e l’espressione creativa è un prerequisito indispensabile per la tutela del copyright”.
L’opera, che porta il titolo “A Recent Entrance to Paradise”, è stata realizzata autonomamente, ossia senza alcun aiuto umano, dall’algoritmo di Creativity Machine di proprietà di Stephen Thaler, il fondatore della società di intelligenza artificiale Imagination Engines, con sede nel Missouri. Il caso andrà ora alla corte federale poiché Thaler, secondo quanto sostiene il suo avvocato Ryan Abbott, ha intenzione di presentare ricorso.
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“L’Ufficio del copyright degli Stati Uniti adotta la politica di non consentire la protezione di quel tipo di lavoro”, ha dichiarato Abbott al sito dot.LA. “Quel tipo di politica ostacolerà le persone che sviluppano macchine che produrranno opere creative socialmente valide: canzoni, film, musica. Questa è un’area in cui gli Stati Uniti dovrebbero essere un leader globale nella promozione dello sviluppo dell’IA”.
Un caso, certamente, che crea precedente, visto l’evoluzione dell’AI e dell’arte digitale.
Federico Morgantini Editore