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La Russia apre una nuova fase per il mercato delle criptovalute con l’autorizzazione concessa a Sberbank, il maggiore istituto bancario del Paese, a operare nel trading crypto. La banca si prepara a introdurre servizi dedicati a Bitcoin, Ether e Tether USDt, con un lancio previsto per dicembre 2026. Il via libera arriva mentre Mosca sta ridefinendo le regole per gli operatori del settore, sottoponendoli alla supervisione della banca centrale.
Sberbank ottiene il via libera per il trading crypto
L’autorizzazione della Banca di Russia consente a Sberbank di entrare nel mercato degli scambi di criptovalute con un’offerta rivolta ai propri clienti. Il progetto comprende tre asset digitali: Bitcoin (BTC), Ether (ETH) e USDt di Tether (USDT), tra i principali strumenti utilizzati nel mercato crypto.
La banca aveva già annunciato l’intenzione di lanciare i nuovi prodotti a partire dal 1° dicembre 2026, attraverso le piattaforme che fanno già parte del proprio ecosistema: SberBank Online, SberInvestments e SberBusiness. L’obiettivo è quindi integrare il trading di criptovalute nei servizi digitali esistenti, senza richiedere ai clienti di rivolgersi necessariamente a un operatore esterno.
Secondo quanto riportato dal quotidiano economico russo Vedomosti, Sberbank ha inoltre iniziato a testare alcune funzionalità nell’app SberBank Online, comprese le operazioni di acquisto e vendita, oltre ai depositi e ai prelievi di criptovalute. La tempistica definitiva del lancio resta comunque legata all’introduzione di ulteriori disposizioni da parte della banca centrale.
Più operatori autorizzati sotto la supervisione della banca centrale
L’ingresso di Sberbank si inserisce in una più ampia evoluzione del quadro regolamentare russo. Secondo il registro aggiornato della Banca di Russia, pubblicato il 13 ottobre, gli operatori autorizzati a gestire piattaforme di scambio crypto sono saliti a 10, rispetto ai quattro registrati la settimana precedente. Anche il numero dei depositari di asset digitali è aumentato, passando da cinque a sei.
Tra i soggetti presenti negli elenchi figurano grandi istituti di credito come Sberbank e VTB, insieme a società non bancarie quali T-Invest Lab e Atomyze. Il dato segnala un ampliamento della platea degli operatori riconosciuti dalle autorità, in una fase in cui il settore viene progressivamente ricondotto all’interno di un sistema di vigilanza formale.
Le nuove regole russe sulle criptovalute sono entrate in vigore il 1° settembre 2026 e prevedono la supervisione della banca centrale sugli operatori di scambio e sui depositari. La registrazione rappresenta dunque un passaggio importante per gli intermediari che intendono offrire servizi crypto nel rispetto del nuovo quadro normativo.
Bitcoin, Ether e USDt entrano nell’offerta bancaria
La scelta di Sberbank di puntare su Bitcoin, Ether e USDt individua tre strumenti differenti per caratteristiche e utilizzo. Bitcoin è la principale criptovaluta per notorietà e capitalizzazione, Ether è legato all’ecosistema Ethereum, mentre USDt è una stablecoin progettata per mantenere un valore ancorato al dollaro statunitense.
La loro inclusione nell’offerta della banca permetterà di accedere a queste attività attraverso i canali digitali già utilizzati per gli altri servizi finanziari. La novità riguarda soprattutto l’ingresso di un grande intermediario tradizionale in un segmento che, in Russia come in altri mercati, ha sviluppato finora una parte significativa della propria attività attraverso piattaforme specializzate.
Sberbank aveva già ottenuto, nei giorni precedenti, lo status di depositario autorizzato di asset digitali. Il nuovo via libera per il trading amplia quindi il perimetro delle attività crypto che l’istituto si prepara a sviluppare.
La Russia apre agli scambi, ma restano i limiti all’utilizzo
L’apertura alle piattaforme autorizzate non equivale a una liberalizzazione completa delle criptovalute. La normativa russa mantiene infatti un limite rilevante: le criptovalute non possono essere utilizzate per pagare beni e servizi. L’autorizzazione agli operatori riguarda quindi le attività di scambio e custodia, senza eliminare il divieto relativo ai pagamenti ordinari.
Il percorso intrapreso da Mosca punta a definire chi può offrire servizi legati agli asset digitali e a sottoporre queste attività alla vigilanza della banca centrale. L’ampliamento dei registri autorizzati e l’arrivo di istituti come Sberbank e VTB mostrano come il sistema finanziario russo stia incorporando gradualmente il comparto crypto entro regole specifiche.
Per Sberbank, il prossimo passaggio sarà l’avvio commerciale dei servizi annunciati, subordinato anche all’evoluzione delle disposizioni attuative. Il calendario indicato dalla banca prevede il 1° dicembre 2026, ma l’istituto ha precisato che la tempistica finale dipenderà dalle ulteriori indicazioni delle autorità monetarie.
Fonte: CoinTelegraph