Dopo Gemini 2.0, Veo 2 e Imagen 3, Google presenta il suo ultimo progetto a base di intelligenza artificiale. Ecco Whisk, uno strumento sperimentale che promette di rivoluzionare il modo in cui si generano le immagini utilizzando l’AI. Grazie a questa nuova tecnologia, non sarà più necessario affidarsi esclusivamente a descrizioni testuali: Whisk permette infatti di creare immagini partendo da altre immagini, combinando soggetti, scene e stili in modo intuitivo e creativo.
Cos’è e come funziona Whisk
Whisk è progettato per chi desidera esplorare visivamente idee in modo rapido. L’utente può caricare un’immagine per ogni componente del progetto: una per il soggetto, una per la scena e una per lo stile.
In alternativa, è possibile lasciare che Whisk generi immagini di riferimento casuali, grazie al pulsante “dado”. Il tutto può essere ulteriormente personalizzato aggiungendo un breve prompt testuale.
Dietro le quinte, Whisk sfrutta la tecnologia del modello Gemini, capace di analizzare le immagini caricate e descriverle dettagliatamente. Queste descrizioni vengono poi elaborate dal modello Imagen 3, l’ultima evoluzione del sistema di generazione di immagini di Google.
Il risultato? Una rappresentazione visiva che cattura l’essenza delle immagini originali, senza replicarle esattamente, aprendo così nuove possibilità per il remix e la creatività.
Non solo editor di immagini, ma uno strumento creativo
Whisk non è pensato per modifiche precise o ritocchi professionali, bensì come un alleato per la ricerca di ispirazione. L’obiettivo è stimolare la creatività, offrendo varianti e interpretazioni visive di un’idea che potrebbero non emergere con metodi tradizionali.
L’approccio “giocoso” di Whisk consente di iterare velocemente tra differenti possibilità, grazie anche alla velocità di elaborazione delle immagini, che richiede solo pochi secondi.
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Un aspetto interessante è la possibilità di affinare i risultati: se un’immagine generata non soddisfa pienamente, è possibile modificarla ulteriormente aggiungendo dettagli al prompt testuale o intervenendo direttamente sui suggerimenti generati.
Come accedere a Google Whisk
Attualmente, Whisk è disponibile solo negli Stati Uniti, tramite la piattaforma Google Labs. Gli utenti italiani che provano ad accedere al servizio si trovano di fronte a un messaggio che ne segnala l’indisponibilità nel Paese. Tuttavia, Google consente di iscriversi a una lista di attesa per ricevere aggiornamenti sul rollout internazionale.
L’unico modo per accedere a Google Whisk dall’Italia sarebbe quello di utilizzare una VPN, attraverso cui è possibile connettersi a un server degli Stati Uniti in modo da ottenere l’IP della città prescelta.
Nonostante le limitazioni iniziali, Whisk rappresenta un passo importante nell’evoluzione degli strumenti di AI generativa, affiancandosi ad altre innovazioni come Veo 2, il nuovo modello di Google per la generazione video. Con Whisk, Google dimostra ancora una volta il suo impegno nel rendere le tecnologie di intelligenza artificiale sempre più accessibili e orientate alla creatività.