Wear OS dice addio all’Assistente Google: al suo posto arriva Gemini

Entro fine 2025 anche gli smartwatch Google diranno addio al vecchio Assistente per accogliere l’AI conversazionale Gemini

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista
gemini

Il passaggio da Assistente Google a Gemini sta per coinvolgere anche gli smartwatch con sistema operativo Wear OS. Dopo aver annunciato a marzo che Gemini rimpiazzerà l’Assistente su quasi tutti i dispositivi mobili entro la fine del 2025, Google ha iniziato a testare la sua nuova intelligenza artificiale anche sugli orologi intelligenti.

Come funzionerà Gemini su Wear OS

A rivelarlo è 9to5Google, che ha individuato riferimenti espliciti a Gemini nel codice della versione 1.18.x dell’app Assistente per Wear OS. Frasi come “You’re using Gemini on your phone and now it’s the assistant on your watch” segnalano un cambiamento imminente.

Secondo quanto emerso, il nuovo assistente AI manterrà le stesse modalità di attivazione attualmente previste per l’Assistente Google: si potrà interagire con Gemini tenendo premuto il pulsante laterale dell’orologio oppure pronunciando il comando vocale “Hey Google”, se questa funzione è stata attivata nelle impostazioni.

Le funzioni di base non cambieranno: timer, sveglie, invio di messaggi e altre operazioni semplici saranno ancora eseguibili direttamente dal polso. Tuttavia, Gemini promette anche una marcia in più grazie alla capacità di rispondere in modo conversazionale, sfruttando modelli linguistici avanzati e la connessione con lo smartphone per generare risposte più articolate.

Non solo funzioni: anche l’aspetto grafico cambierà. Android Authority ha rivelato che Google ha già preparato l’icona ufficiale di Gemini per Wear OS, che andrà a sostituire quella storica dell’Assistente. Questo conferma che l’integrazione dell’AI nei dispositivi indossabili è ormai alle porte. A differenza dell’attuale interfaccia, probabilmente più lineare, l’esperienza d’uso con Gemini potrebbe essere più dinamica e centrata sul dialogo, ma bisognerà capire se questo impatterà sull’immediatezza delle risposte.

Limiti e tempistiche per il lancio

L’introduzione di un assistente basato su modelli linguistici complessi solleva però alcune domande. Una delle principali riguarda la rapidità delle risposte: saranno veloci come quelle dell’Assistente attuale, oppure ci sarà un leggero ritardo dovuto all’elaborazione cloud? In secondo luogo, l’uso prolungato di un’AI più avanzata potrebbe avere un impatto sull’autonomia della batteria, da sempre un tema delicato per gli smartwatch. Google stessa avvisa gli utenti che “Gemini può commettere errori”, a sottolineare che si tratta ancora di una tecnologia in fase di affinamento.

Le tempistiche del passaggio definitivo non sono state ufficializzate, ma tutto lascia pensare che Gemini su Wear OS possa debuttare in concomitanza con il lancio della nuova generazione di Pixel Watch. I primi render del prossimo modello sono già apparsi online, e la presentazione dovrebbe avvenire a giugno, insieme ai nuovi smartphone della serie Pixel 10. Un’occasione perfetta per Google per introdurre un’esperienza AI integrata e unificata su tutti i dispositivi del proprio ecosistema.

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