Come l’AI cambierà il marketing? Le previsioni di Gartner

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il marketing: scopri le previsioni di Gartner su app, contenuti e pubblicità

Redazione
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Che l’AI stia rivoluzionando il mondo del marketing ormai è chiaro, ma quali sono alcuni dei cambiamenti imminenti? A rispondere è una recente indagine di Gartner.

Il futuro del marketing con l’AI

La prima rilevazione di Gartner è che gli assistenti AI entro il 2027 ridurranno l’utilizzo delle app fino al 25%.

I marchi con un basso coinvolgimento e fidelizzazione delle app saranno probabilmente i primi a essere colpiti: questo sarà uno sviluppo positivo per i marchi che non dipendono eccessivamente dalla generazione di entrate tramite app, poiché i costi di sviluppo delle app diminuiranno. Altri marchi potrebbero essere gravemente colpiti dalla disintermediazione degli utenti che si rivolgono agli assistenti AI per i servizi. La perdita di utenti delle app comporterà anche la perdita della raccolta di dati di prima parte e la possibilità di raggiungere meno utenti tramite notifiche push mobili”, ha detto Emily Weiss, Senior Principal per la Gartner Marketing Practice.

Secondo il sondaggio di Gartner poi entro il prossimo anno circa un terzo dei contenuti web sarà creato per scopi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale generativa. Considerato ciò, una perdita di traffico guidato dalla ricerca dovuta a cambiamenti algoritmici da parte dei principali motori di ricerca si tradurrebbe in un impatto commerciale tangibile e negativo per qualsiasi organizzazione. I CMO dunque dovranno farsi trovare pronti assumendo talenti con una solida comprensione di come GenAI e le influenze più ampie dell’IA influenzino le prestazioni dei loro contenuti negli algoritmi di ricerca.

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Guardando più a lungo raggio entro il 2028 i Digital Marketer sposteranno il 30% del loro budget social a pagamento per supportare la pubblicità e le partnership sui canali basati su abbonamento.
“Le comunità di gruppi chiusi e i canali di abbonamento offrono una potenziale alternativa per i consumatori stanchi dei social media e per i creatori di contenuti che vogliono fare di più che alimentare l’algoritmo”, ha concluso Weiss. “I marchi possono sfruttare i canali di abbonamento di gruppi chiusi, come Substack, Patreon e Discord, e i creatori professionisti su di essi per raggiungere un pubblico target pertinente che sta già interagendo con contenuti che hanno scelto autonomamente di consumare”.

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