Il sistema fiscale italiano prevede ormai l’obbligo di fatturazione elettronica per la maggior parte dei titolari di partita IVA, compresi i professionisti in regime forfettario. L’obbligo di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture in formato elettronico è dunque consolidato e riguarda quasi tutte le transazioni commerciali. La normativa comprende tuttavia delle specificità settoriali, come nel caso delle fatture sanitarie, che seguono regole proprie soprattutto in relazione alla privacy e alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, o STS.
Cos’è una fattura elettronica standard e come funziona
La fattura elettronica è un documento fiscale, emesso in formato XML, trasmesso tramite il Sistema di Interscambio, o SdI, e conservato digitalmente per 10 anni, come stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Compilarla è molto semplice, in quanto tutti i professionisti oggi possono avvalersi di un software di fatturazione che agevola notevolmente tutti i passi della procedura.
Le fatture digitali sono obbligatorie per tutte le operazioni B2B, B2G e B2C, ovvero rispettivamente tra soggetti IVA, verso la Pubblica Amministrazione e verso privati. Per essere regolare una fattura elettronica deve:
- essere emessa in formato XML secondo il tracciato ministeriale;
- riportare tutti i dati fiscali richiesti, quali mittente, destinatario, imponibili, aliquote IVA e ritenute;
- venire trasmessa al cliente attraverso lo SdI, che ne verifica la correttezza formale e la recapita;
- essere conservata digitalmente secondo le regole della conservazione sostitutiva.
La fatturazione digitale è stata introdotta e resa obbligatoria per favorire l’automatizzazione della fiscalità di professionisti e imprese, nonché per aumentare la tracciabilità dei pagamenti, così da ridurre l’evasione fiscale e facilitare i controlli incrociati da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Fattura sanitaria: cosa cambia rispetto a quella elettronica
Come si può intuire già dalla denominazione, la fattura sanitaria è una particolare tipologia di documento fiscale, emesso da professionisti del settore medico per prestazioni rivolte a persone fisiche.
Rispetto la fattura tradizionale, presenta maggiori vincoli legati alla privacy e alcune differenze nella trasmissione dei dati. Più nello specifico, per consentire la detrazione nella dichiarazione precompilata del paziente, tutte le fatture sanitarie vengono inviate al Sistema Tessera Sanitaria. Alcune categorie (come ad esempio gli psicologi) possono ancora emettere fattura cartacea o in PDF, per prestazioni sanitarie a persone fisiche (al momento fino al 31 dicembre 2025).
Nel caso della fatturazione sanitaria, il professionista è tenuto a chiedere al paziente il consenso per la trasmissione dei dati al STS. In caso di rifiuto, la fattura sarà comunque soggetta al consueto obbligo di archiviazione.
Per quanto riguarda la descrizione della prestazione, è importante non contenga riferimenti a patologie o diagnosi, a tutela della riservatezza del paziente. Il suo codice fiscale è invece sempre richiesto, anche in assenza di detraibilità, per motivi di tracciabilità.
È dunque fondamentale che i professionisti del settore sanitario conoscano entrambi gli obblighi normativi, gestendo consapevolmente le differenze tra fatture sanitarie e fatture elettroniche, in base al contesto in cui si trovano a operare e prestando sempre attenzione a eventuali cambiamenti nella normativa.