L’équipe, guidata dal dott. Antonio Braun, di Chirurgia Generale dell’Ospedale Santa Maria di Bari ha eseguito il primo intervento in Puglia mediante il Sistema Robot Hugo per trattare una patologia oncologica del colon-retto.
Il robot chirurgo
A scrivere un altro pezzo di storia della chirurgia robotica è un paziente di 66 della provincia di Foggia che presentava una neoplasia del colon-retto.
“Indagini più approfondite ed esami endoscopici specifici (gastroscopia e colonscopia) hanno individuato un adenocarcinoma del sigma retto – racconta il dott. Braun –. Gli esiti della TC ed i risultati delle biopsie hanno portato l’équipe alla decisione di intervenire con una emicolectomia sinistra robotica. L’intervento, durato circa 4 ore, si è svolto in anestesia generale e ha permesso di rimuovere in maniera radicale la neoplasia, con totale preservazione delle strutture vascolari e nervose, riducendo così il rischio di recidiva e di danni funzionali”.
A sole due ore dall’intervento, il paziente è stato mobilizzato ed ha iniziato a camminare in camera. Il giorno successivo, si è alimentato con una dieta liquida e, in seconda giornata post operatoria, è stato rimosso il drenaggio a canalizzazione avvenuta. Infine, in quarta giornata, il paziente è stato dimesso dall’ospedale.
Tutto questo è stato possibile grazie alla scelta di utilizzare un robot che garantisce una maggior capacità di dissezione dal punto di vista oncologico e consente manovre molto più accurate e precise. Durante l’intervento il robot è stato comandato da una console aperta a visione tridimensionale che consente al chirurgo di manovrare quattro braccia indipendenti ed intercambiabili per le diverse fasi dell’operazione.
“Nell’ambito della chirurgia generale, il robot è ancora poco impiegato, ma ci sono ancora prospettive di ulteriore implementazione e utilizzo. Per il chirurgo vi sono diversi vantaggi: oltre ad una migliore ergonomia, quello di un accesso più semplice ed agevole alle cavità ristrette, come lo scavo pelvico, o nel caso di interventi all’esofago e allo iato diaframmatico. Per il paziente, rispetto alla chirurgia “open”, l’approccio mininvasivo attraverso piccoli fori di accesso consente una notevole riduzione del dolore post operatorio e un rapido recupero funzionale con immediata riabilitazione alle comuni attività. All’Ospedale Santa Maria il Robot Hugo verrà impiegato inoltre per interventi all’esofago, allo stomaco e molto presto anche sul distretto epatobiliopancreatico“, ha concluso il dott. Braun.