Per il trentaduesimo compleanno di internet, Tim Berners-Lee fotografa lo stato dell’arte del web e le prospettive per il futuro.
Il dominio dei big player di internet è una moda passeggera che non deve durare. Parola di Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web che, come riporta Reuters, sostiene sia urgente e necessario un cambiamento per migliorare il divario digitale che si riscontra per l’accesso online dei giovani.
Per chi non lo sapesse, Berners-Lee ha inventato il sistema di navigazione Internet noto come World Wide Web nel 1989. Una posizione di rilievo dunque la sua quando si parla di internet, dall’alto della quale sostiene di percepire “una sensazione di irrequietezza, la sensazione che dobbiamo ribaltare le cose per cambiarle“.
Il rapporto delle persone con il web sta evolvendo, com’è giusto che sia. Da parco dei divertimenti potenzialmente innocuo e fruito tutto sommato in modo naïf, internet ha cominciato a mostrare le sue molteplici facce negli ultimi anni, complice l’arrivo dei social e la predominanza che la tecnologia ha assunto nella vita quotidiana.
Nell’arco di una tipica giornata, internet ha assunto un’aura di onnipresenza trasversale, che accompagna le persone dal lavoro, alla socialità alla gestione della casa con i sistemi di IoT.
Gli utenti di internet si sono evoluti. Hanno iniziato a fare domande circa la privacy e circa il prezzo di tutta quella libertà apparente che per anni ha ammantato la navigazione web. Le aziende si sono fatte meno aziende e più persone, con nomi e cognomi cui imputare colpe all’insorgere di incidenti e falle nei sistemi.
Incidenti anche di alto profilo, come la disputa tra Facebook e l’Australia che ha condotto al blocco, da parte del social di Mark Zuckerberg, dei feed di notizie nel Paese. Una presa di posizione ragionata che però ha portato le persone – siano esse comuni cittadini o esponenti delle istituzioni – a ripensare il rapporto con i grandi che governano internet e i suoi servizi.
Berners Lee si professa ottimista: “Abbiamo già visto alcune mode dominanti su Internet… e poi le cose cambiano“. Si è inoltre soffermato sul tema della privacy e l’importanza che essa ha assunto negli ultimi anni, sostenendo che tra gli utenti web “C’è una grande consapevolezza che le cose devono cambiare“.
Sostiene inoltre che, affinché le persone possano tornare ad avere il controllo sui propri dati e sulla propria identità digitale, dovrebbe instaurarsi una sinergia tra politica governativa e tecnologia.
Ma le nubi all’orizzonte sono diverse. In una lettera che celebra il 32esimo compleanno del World Wide Web scritta a quattro mani con Rosemary Leith, co-fondatrice della World Wide Web Foundation, ha sottolineato la presenza di un crescente divario digitale che, secondo lui, potrebbe minacciare le possibilità di molti giovani: una persona su tre di età compresa tra i 15 e i 24 anni a livello globale non ha accesso a Internet.
La soluzione è contenuta nella stessa lettera, come riporta Ansa: una spinta digitale per connettere a Internet i giovani di tutto il mondo e investimenti per oltre 400 miliardi di dollari in 10 anni per dare a tutti connessione alla banda larga, solo così si può ricostruire dopo la crisi del Covid-19.
“Quest’anno celebriamo questa ricorrenza valorizzando nove giovani il cui lavoro dimostra questo incredibile potenziale. Le loro storie mostrano come, nelle mani di questa generazione, il web possa aiutare a superare alcune delle grandi sfide dell’umanità“, aggiunge Berners-Lee.
I ragazzi provengono da diverse parti del mondo e hanno usato la tecnologia per l’ambiente, per affrontare disuguaglianza di genere e frenare il Covid-19.
Il documento riporta anche le stime dell’Alliance for Affordable Internet (A4AI), un’iniziativa della Web Foundation: ha calcolato che 428 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi in dieci anni fornirebbero a tutti una connessione a banda larga di qualità. Equivale a soli 116 dollari a testa per i 3,7 miliardi di persone che rimangono offline oggi.
Mentre, secondo il padre del web, Internet è un diritto fondamentale, assimilabile all’elettricità nel secolo scorso. E in un mondo che è sempre più modellato da coloro che hanno accesso al web, assume un’importanza ancora più profonda.
“L’unica cosa sensata da pensare è che … le cose accelereranno (e) continueranno ad accelerare“, ha detto a Reuters. “Stiamo attraversando un altro cambiamento radicale nella velocità con cui il mondo sta cambiando“.