Scatta la nuova partnership tra il colosso degli smartphone Honor e la startup DeepSeek. L’obiettivo è integrare il modello R1 nell’assistente AI YOYO, migliorandone le capacità in modo da offrire agli utenti un’esperienza di intelligenza artificiale ancora più avanzata e smart.
L’AI di Honor compie un salto evolutivo con DeepSeek
A riferirlo è il sito di informazione Android Police. Grazie all’integrazione del modello DeepSeek-R1, l’AI YOYO acquisirà capacità avanzate di comprensione del linguaggio naturale, ragionamento logico e contestualizzazione delle conversazioni. Questo permetterà all’assistente di diventare ancora più smart e utile per la sua vasta utenza, che conta oltre 130 milioni di utenti attivi mensili, secondo quanto riferito da Honor.
Il colosso cinese sta investendo significativamente nell’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per rendere YOYO più intuitivo e in grado di rispecchiare il modo in cui gli utenti pensano e comunicano. L’obiettivo non è solo migliorare la precisione delle risposte, ma potenziare il ragionamento logico, in modo che YOYO comprenda meglio le sfumature della conversazione.
Gli utenti Honor in Cina possono già sfruttare le nuove funzionalità avanzate di YOYO. L’aggiornamento è disponibile dall’8 febbraio per gli smartphone dotati di MagicOS 8.0 o versioni successive. Per attivarlo, è sufficiente aggiornare l’app YOYO alla versione 80.0.1.503 o superiore e selezionare DeepSeek-R1 nella sezione “AI agent”.
Al momento, non ci sono informazioni su un eventuale rilascio in Europa. Tuttavia, è poco probabile che il nuovo assistente venga lanciato nel continente europeo, visto che integra un modello AI già bloccato dalle autorità competenti.
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Sempre più collaborazioni per l’AI
La collaborazione con Honor non è un caso isolato per DeepSeek. Solo pochi giorni fa, la startup aveva stretto un accordo con Geely per migliorare le sue auto smart con le sue avanzate capacità di ragionamento (in alcuni benchmark, è riuscito persino a superare GPT-4o).
Tutto ciò conferma la crescente rilevanza di DeepSeek-R1 nel settore tecnologico, anche in forza di alcune sue caratteristiche uniche, come la sua natura open-source: rilasciato sotto licenza MIT, il modello R1 può essere utilizzato liberamente sia per progetti commerciali che accademici.
Questo lo rende un’opzione particolarmente interessante per molte aziende, tra cui Huawei, che sta valutando un’eventuale integrazione nei propri dispositivi secondo Android Police. Se l’integrazione di DeepSeek-R1 si dimostrerà efficace, potrebbe spingere altri produttori di smartphone a seguire la stessa strada.