Scuola e AI: il 72% degli studenti alle superiori già la usa

Rapporto Censis 2025: I’intelligenza artificiale (AI) è la protagonista assoluta tra i banchi, con i docenti sempre più favorevoli

Redazione
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L’Intelligenza artificiale ha ormai messo radici nella scuola italiana, diventando un alleato quotidiano per la maggioranza degli studenti delle superiori. A dirlo è il 59esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2025, che fotografa un’adozione diffusa dell’AI tra i giovani e un atteggiamento sempre più aperto da parte degli insegnanti nei confronti delle tecnologie generative. Numeri che raccontano un cambiamento culturale già in corso nelle aule.

Studenti sempre più digitali: l’AI è compagna di studio e non solo

Secondo i dati del Censis pubblicati dall’ANSA, il 72% degli studenti della scuola secondaria di II grado utilizza l’intelligenza artificiale per lo studio o nella vita personale, segno di una familiarità consolidata con gli strumenti digitali. Più della metà afferma inoltre di avere docenti favorevoli al suo utilizzo in classe (53,1%), mentre il 33,8% dichiara che gli insegnanti la impiegano attivamente come supporto didattico, integrandola nei percorsi di apprendimento.

La percezione dell’utilità dell’AI è molto elevata: il 72% degli studenti ritiene che saperla usare sarà una competenza chiave per il futuro e che dovrebbe essere insegnata a scuola. Non si tratta solo di curiosità tecnologica: per il 59,2% l’AI velocizza le fasi più ripetitive dello studio, permettendo di dedicare più tempo all’approfondimento. Un ulteriore 53,9% sostiene che l’utilizzo dell’AI abbia favorito lo sviluppo di un metodo più efficace, stimolando nuove idee e modalità creative di risolvere i compiti.

Eppure non manca l’attenzione critica: il 71,7% controlla sempre l’accuratezza dei contenuti generati, consapevole dei limiti degli strumenti automatizzati. Allo stesso tempo emergono sentimenti contrastanti nel confronto con i compagni: il 46% dichiara di sentirsi frustrato quando altri ottengono buoni voti grazie all’AI, fenomeno che apre un dibattito su equità e meritocrazia nel contesto scolastico.

Come vogliono usarla gli studenti: personalizzazione e training

Guardando alle applicazioni più richieste, la tecnologia sembra rispondere soprattutto alla voglia di una didattica modellata sul singolo. Il 43,5% degli studenti vorrebbe usare l’AI per ricevere spiegazioni personalizzate su ciò che non comprende, mentre il 42,9% la ritiene utile per esercitarsi con quiz, verifiche e simulazioni, cioè nella fase di preparazione agli esami.

Segue la scrittura, dove il 31,9% considera l’AI un supporto utile, magari per riformulare testi o trovare nuovi spunti. Solo il 13,5% vede nella tecnologia un modo rapido per svolgere i compiti e liberare tempo libero, segno che l’AI non viene percepita in modo prevalente come scorciatoia, ma come strumento per migliorare il proprio percorso di apprendimento.

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