Cybersecurity a rischio per il 67% degli utenti

Cybersecurity e AI tra giovani e non online. Ecco i risultati emersi dal Global Online Safety Survey di Microsoft

Redazione
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Questa settimana si è tenuto il Safer Internet Day 2024 e, come ogni anno, per l’occasione Microsoft ha rilasciato la sua nuova edizione del Global Online Safety Survey. Il quadro che ne emerge è preoccupante dato che i rischi alla cybersecurity continuano a crescere.

Cybersecurity: a che punto siamo

Con la diffusione dell’AI generativa per la prima volta l’analisi si concentra sulla percezione che le persone di tutte le età hanno sulle opportunità e i rischi posti da questa tecnologia emergente.

Il principale risultato è che il 67% degli intervistati a livello globale ha sperimentato una situazione di un rischio online nell’ultimo anno. Percentuale in lieve miglioramento rispetto allo scorso anno (nel 2023 si attestava al 69%) ma che sale al 70% se consideriamo i teenager, ovvero la fascia 13-17 anni, e all’ 85% se consideriamo la fascia 18-19 anni. La percentuale invece di persone in Italia che hanno subito un rischio online è del 60% (vs.62% del 2023), cifra che sale al 63% per i teenager.

Tra i principali rischi in Italia emergono soprattutto Disinformazione (45%), rischi per la persona – come hate speech, cyberbullismo, minacce – (34%) e contenuti violenti (32%). Non mancano i rischi sessuali che, però, in Italia vedono coinvolti più i ragazzi (16%) che le ragazze (10%).

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I giovani però sono anche tra i più attenti tanto che il 73% non condivide informazioni sensibili, il 61% verifica le richieste di follow e di amicizia, il 58% utilizza strumenti come il blocco degli utenti o la rimozione dei follower. Il 55% dei teenager per proteggersi da eventuali rischi rende il proprio account privato, il 39% rivede le richieste di amicizia e di follow e sempre il 39% attiva dei filtri sui contenuti. Inoltre l’89% dei ragazzi che ha avuto esperienza di un rischio online, ne ha parlato con i genitori.

Per quanto riguarda l’AI, invece, la maggior parte degli intervistati nel mondo dichiara di conoscere gli strumenti di AI generativa: il 20% dichiara di avere molta familiarità il 56% abbastanza familiarità. Il 39% l’ha già utilizzata. Tra i maggiori consocitori (e utilizzatori) di questa tecnologia vi sono GenZ e Millennial. Tra i principali scenari d’uso vi sono le traduzioni per esempio apprezzate dal 43% degli intervistati nel mondo (46% in Italia), la richiesta di informazioni gradite dal 36% (38% in Italia). I livelli di preoccupazione più elevati sono invece riservati agli scenari che minacciano la proprietà intellettuale, la creatività umana o l’identità personale.

Nonostante l’entusiasmo e l’utilizzo, l’87% egli intervistati nel mondo dichiara di essere preoccupato per almeno uno degli scenari di utilizzo. La preoccupazione aumenta con l’età: tocca infatti il 63% della GenZ, il 65% dei Millennial, il 70% della GenX e il 73% dei Boomer. Truffe (71% nel mondo vs. 75% in Italia) deepfake (69% nel mondo vs. 71% in Italia) e abusi online (69% nel mondo vs. 72% in Italia) sono le 3 principali fonti di preoccupazione legate all’AI generativa.

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