Shopify apre il suo catalogo agli agenti AI: oltre un miliardo di prodotti

Gli utenti potranno collegare qualsiasi agente compatibile, impostare limiti di spesa e acquistare direttamente attraverso Shop Pay

Redazione
Shopify agenti ai apre il catalogo a più assistenti per lo shopping automatizzato

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

La strategia di Shopify nel commercio basato sull’intelligenza artificiale entra in una nuova fase. La piattaforma canadese ha annunciato l’apertura del proprio catalogo a un numero maggiore di agenti AI, consentendo agli utenti di delegare loro la ricerca e l’acquisto dei prodotti. La novità riguarda oltre un miliardo di inserzioni, provenienti sia dai negozi ospitati direttamente su Shopify sia da attività esterne al suo ecosistema. Cambia anche il modello di accesso: non sarà più necessario passare attraverso partnership specifiche, come quella già annunciata con Meta.

Shopify apre il catalogo a oltre un miliardo di prodotti

L’iniziativa rappresenta un passo importante per le ambizioni di Shopify nel cosiddetto commercio agentico, un modello nel quale gli agenti di intelligenza artificiale possono svolgere attività di acquisto per conto delle persone. L’azienda ha annunciato che i clienti potranno configurare i propri agenti affinché esplorino le offerte disponibili e acquistino i prodotti scelti.

Il catalogo accessibile comprende oltre un miliardo di inserzioni. Un elemento significativo è che non si tratta soltanto degli articoli presenti nelle vetrine online realizzate attraverso Shopify: l’offerta include anche prodotti commercializzati al di fuori dei negozi ospitati direttamente sulla piattaforma.

In questo modo, Shopify amplia le possibilità di utilizzo dei propri strumenti e porta il commercio agentico a un pubblico potenzialmente più vasto. Gli utenti potranno affidare a software intelligenti alcune operazioni che normalmente richiederebbero la consultazione manuale di diversi negozi online.

Addio alle partnership esclusive: spazio a più agenti AI

La novità segna anche un cambiamento rispetto alla precedente strategia dell’azienda. A settembre, Shopify aveva infatti annunciato una collaborazione con Meta per consentire a Muse, l’agente AI sviluppato dalla società di Mark Zuckerberg, di consultare i prodotti e completare acquisti per conto degli utenti.

Con la nuova apertura, questo modello non rappresenta più l’unica strada disponibile. I consumatori potranno utilizzare qualsiasi agente AI compatibile, senza che il suo sviluppatore debba necessariamente stringere una partnership specifica con Shopify.

La scelta amplia quindi il numero di strumenti potenzialmente coinvolti negli acquisti automatizzati e permette a sviluppatori e aziende di sperimentare nuove modalità di interazione con i cataloghi commerciali. Il cambiamento si inserisce in una competizione sempre più intensa, nella quale i grandi operatori tecnologici stanno investendo per trasformare gli assistenti AI in veri e propri intermediari commerciali.

Come collegare un agente AI a Shopify e completare gli acquisti

Per utilizzare la nuova funzionalità, i clienti devono collegare il proprio agente AI al proprio account sulla piattaforma Shop, il servizio di proprietà di Shopify che riunisce gli ordini, permette di seguire le spedizioni e suggerisce prodotti agli utenti.

Una volta effettuato il collegamento, l’agente può accedere alle inserzioni e gestire le attività di ricerca e selezione. Anche il pagamento è stato integrato nel processo: come già previsto dalla collaborazione con Muse, gli utenti possono utilizzare Shop Pay, il sistema di pagamento con un solo clic di Shopify, direttamente all’interno della conversazione con l’agente.

Gli ordini effettuati attraverso questi strumenti vengono poi trasferiti nuovamente nell’app Shop. In questo modo, gli utenti possono ritrovare nello stesso ambiente gli acquisti realizzati e seguire le relative spedizioni, senza dover gestire separatamente ogni passaggio.

Un personal shopper AI con regole e limiti stabiliti dall’utente

Shopify presenta la funzionalità come una sorta di personal shopper digitale, al quale i consumatori possono affidare indicazioni precise prima di procedere con la ricerca dei prodotti.

Tra gli esempi citati dall’azienda ci sono la possibilità di impostare limiti di spesa, evitando che l’agente proponga articoli oltre un determinato budget, oppure di richiedere esclusivamente prodotti caratterizzati da spedizioni rapide. Si tratta di criteri che permettono di indirizzare il comportamento dell’intelligenza artificiale sulla base delle esigenze individuali.

La delega, tuttavia, non significa lasciare all’agente piena libertà di spesa. Ogni acquisto deve essere approvato dal consumatore, che mantiene quindi il controllo sulla decisione finale. L’automazione riguarda la ricerca e la gestione delle operazioni, ma non elimina la necessità del consenso prima di effettuare una transazione.

La competizione tra Amazon, Google e le aziende dell’AI

L’apertura di Shopify arriva mentre il commercio elettronico è diventato uno dei principali terreni di confronto tra le aziende tecnologiche. Numerose dimostrazioni degli strumenti agentici mostrano ormai assistenti capaci di arrivare fino alla conclusione di una transazione: dall’acquisto di vestiti alla prenotazione di un volo, passando per gli ordini di cibo.

Tra i protagonisti di questa evoluzione figurano anche Google e Amazon, che stanno investendo in strumenti per lo shopping basati sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo comune è sviluppare agenti capaci di acquistare prodotti e servizi per conto delle persone.

Il settore è attraversato anche da tensioni competitive. Amazon è già coinvolta in un confronto con società di intelligenza artificiale come Perplexity, al quale si è aggiunto più recentemente il caso di Meta Muse. Al centro della disputa c’è proprio la possibilità per gli agenti AI di navigare nei negozi digitali e concludere acquisti in nome degli utenti. L’iniziativa di Shopify si inserisce in questa competizione, ampliando le possibilità di accesso al proprio catalogo e rendendo meno dipendente il commercio agentico dalle singole collaborazioni tra piattaforme.

Fonte: The Verge

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