Per quasi un anno nessuno s’è interessato a quest’app, nonostante il suo lancio su iOS. Solo di recente l’app Ten Ten è diventata virale, soprattutto in Francia. Parliamo di un’app che è praticamente un “walkie-talkie” digitale, perché permette agli adolescenti di inviare messaggi vocali ai propri amici, anche quando il telefono è bloccato. Un innovativo approccio che ha conquistato rapidamente i giovani utenti, meno gli adulti e le autorità.
Cos’è Ten Ten, l’app walkie-talkie
Racconta a Tech Crunch Jule Comar, co-fondatore e CEO dell’omonima società, l’app è nata dalla parola “ten ten“, che deriva dai codici CB, dove 1010 significa “trasmissione completata, in attesa“.
Si tratta infatti di un’app che permette di comunicare con i propri amici come se fossero sempre sotto lo stesso tetto, anche tra stanze con la porta chiusa. Particolarità di Ten Ten è il fatto di essere ricevibile a ogni ora, anche se il telefono è bloccato o in stand-by. Basta solo connettersi tra PIN (codici utente), e il gioco è fatto: l’app infatti chiederà ogni volta l’accesso all’utente, così nessuno potrà essere aggiunto senza prima aver dato il consenso.
E in quanto a trattamento dei dati e della privacy, la policy di Ten Ten è chiara su due punti fondamentali:
- tutte le conversazioni non sono conservate;
- i dati degli utenti non sono oggetto di marketing.
Riguardo al modello di monetizzazione, visto che l’app è completamente gratuita, Comar ha affermato che ci sono molte idee su come monetizzare l’app in futuro, ma al momento non c‘è nulla di concreto.
Il successo in Francia
Il successo dell’app è particolarmente evidente in Francia: secondo i dati di Sensor Tower riportati da Tech Crunch, l’app è stata scaricata 1 milione di volte, e con l’arrivo su Android, disponibile solo da poche settimane, l’app ha raggiunto 6 milioni di download dal lancio.
Un successo che sembra abbia raggiunto anche le aule scolastiche, dove alcuni insegnanti hanno notato che l’app può causare piccole interruzioni in classe. E così anche i media francesi come Le Figaro, e le autorità nazionali, la cui accoglienza non è però assolutamente delle migliori.
Riporta l’ANSA, il ministero dell’Interno francese ha dichiarato che questa attività “aumenta il rischio di molestie on line e di violazione della privacy“. E che “l’applicazione rileva automaticamente l’indirizzo IP, la localizzazione e altre informazioni sensibili”.
Voci che, a detta della società, sono tutte false. Lo stesso Comar a Tech Crunch ha risposto a queste critiche, affermando che non c’è nulla di pericoloso nell’app. Inoltre ha smentito le voci che l’app fosse cinese e che spiasse o rubasse dati, sottolineando come l’azienda sia registrata in Francia e soggetta al GDPR.
Anzi, l’app potrebbe rappresentare un’opportunità anche per i genitori di questi adolescenti di riscoprire alcuni dei loro vecchi strumenti culturali preferiti, come i walkie-talkie, oltre a essere utile per comunicazioni semplici e immediate, come chiamare i ragazzi a cena.