Oura potenzia i suoi smart ring con Cardio Effort e VO₂ max

Arrivano Cardio Effort e VO₂ max per analizzare l’impatto dell’attività fisica sul sistema cardiovascolare e sulla forma fisica nel lungo periodo

Redazione
Smart ring Oura con dashboard delle metriche fitness oura

Immagine copertina generata con l’intelligenza artificiale

Oura amplia le capacità dei suoi smart ring con due nuove funzionalità dedicate al monitoraggio dell’attività fisica. Si chiamano Cardio Effort e VO₂ max e sono progettate per offrire agli utenti una comprensione più approfondita di come gli allenamenti influenzano il corpo, andando oltre il semplice conteggio dei minuti di esercizio e delle zone di frequenza cardiaca.

La novità arriva in una fase di crescente competizione nel mercato degli anelli intelligenti. Oura, che per anni ha mantenuto una posizione dominante nel settore, deve infatti confrontarsi con realtà emergenti come RingConn e Ultrahuman. L’introduzione di metriche più avanzate rappresenta quindi anche un modo per differenziare la propria offerta e rafforzare il valore del suo ecosistema.

Oura introduce Cardio Effort per misurare lo sforzo cardiovascolare

La prima novità è Cardio Effort, una metrica che permette di capire quanto un allenamento abbia impegnato il sistema cardiovascolare. Il suo obiettivo è spostare l’attenzione dalla semplice durata dell’attività fisica alla qualità dello sforzo sostenuto.

Oura vuole aiutare gli utenti a rispondere a una domanda più significativa rispetto a quanti minuti abbiano trascorso in movimento: stanno mantenendo il proprio livello di forma fisica, lo stanno migliorando oppure stanno esagerando con l’intensità degli allenamenti?

La misurazione tiene conto contemporaneamente di intensità e durata. Questo significa che una sessione breve ma particolarmente impegnativa può ottenere un punteggio simile a quello di un allenamento più lungo, ma caratterizzato da uno sforzo inferiore.

La funzionalità comprende due componenti. La prima, Workout Cardio Effort, valuta l’impatto cardiovascolare del singolo allenamento. La seconda, Weekly Cardio Effort, raccoglie invece i dati relativi all’intera settimana, classificando lo sforzo in cinque livelli: Light, Fair, Maintaining, Building e Reaching.

Per effettuare queste valutazioni, Oura confronta l’aumento della frequenza cardiaca con quella a riposo registrata nel lungo periodo per ciascun utente. Una scelta che permette di evitare alcune delle variabilità associate alle stime della frequenza cardiaca massima. Anche le fasce settimanali vengono personalizzate sulla base dei modelli di attività più recenti.

Cardio Effort è in distribuzione sugli Oura Ring Gen3 e sui modelli successivi.

VO₂ max, come funziona la nuova metrica sulla forma fisica

La seconda novità riguarda VO₂ max, un indicatore utilizzato per valutare l’efficienza con cui cuore, polmoni e muscoli collaborano per trasportare e utilizzare l’ossigeno durante l’esercizio fisico.

Si tratta di una misura importante per comprendere l’evoluzione della condizione aerobica nel tempo. Tradizionalmente, ottenere una stima del VO₂ max richiedeva un test di laboratorio oppure una prova di camminata della durata di sei minuti. Oura introduce invece un sistema capace di effettuare una stima passiva attraverso gli allenamenti dotati di GPS.

Dopo aver completato cinque attività considerate idonee, l’utente riceve una prima stima del proprio VO₂ max. Il dato è consultabile all’interno della sezione My Health Heart Hub e viene espresso in ml/kg/min.

La piattaforma mostra anche la categoria di appartenenza, suddivisa in quattro livelli: Low, Fair, High e Peak. Non manca la possibilità di osservare come il valore sia cambiato nel tempo e quando sia stato aggiornato l’ultima volta.

L’applicazione fornisce inoltre indicazioni sugli eventuali cambiamenti significativi della capacità aerobica oppure sulla sua stabilità. In questo modo, il monitoraggio non si limita a restituire un numero, ma permette di seguire con maggiore continuità l’andamento della propria forma fisica.

A differenza di Cardio Effort, VO₂ max debutta inizialmente all’interno di Oura Labs, lo spazio dedicato alle funzionalità sperimentali dell’azienda. Anche in questo caso il supporto riguarda gli Oura Ring Gen3 e i dispositivi più recenti.

La strategia di Oura nella competizione tra smart ring

Le due funzionalità sono state progettate per lavorare insieme. Cardio Effort permette di comprendere quanto intensamente il corpo abbia lavorato durante gli allenamenti, mentre VO₂ max aiuta a osservare come gli sforzi accumulati contribuiscano alla condizione fisica nel lungo periodo.

È proprio questa combinazione a rappresentare il valore aggiunto dell’aggiornamento: offrire una lettura più completa dell’attività fisica, collegando lo sforzo quotidiano ai cambiamenti della capacità aerobica.

La strategia si inserisce in un mercato nel quale la concorrenza sta diventando progressivamente più intensa. RingConn e Ultrahuman stanno emergendo come alternative nel segmento degli smart ring, aumentando la pressione su Oura e sulla sua capacità di continuare a innovare.

Per l’azienda, quindi, non è sufficiente mantenere le funzionalità tradizionali dedicate al sonno e al monitoraggio della salute. L’obiettivo è ampliare ulteriormente le informazioni disponibili, trasformando i dati raccolti dall’anello in strumenti più utili per comprendere il rapporto tra attività fisica e benessere.

Fonte: TechCrunch

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