Una nuova ricerca della AAA Foundation for Traffic Safety mostra come le app per smartphone, già utilizzate dalle assicurazioni per determinare i premi, possano diventare un potente strumento per migliorare la sicurezza stradale. Ecco in quale modo.
Sicurezza stradale e app per monitorare la guida: lo studio AAA
Le app che tracciano la guida sono spesso associate ai programmi di assicurazione “usage-based” (UBI), che determinano il costo del premio in base a comportamenti come frenate brusche, accelerazioni improvvise e superamento dei limiti di velocità. Tuttavia, in questo studio il tracciamento non era finalizzato a stabilire tariffe, bensì a osservare l’impatto di un semplice feedback informativo.
Il progetto ha coinvolto 1.400 automobilisti divisi in quattro gruppi: uno di controllo senza feedback e tre gruppi che ricevevano informazioni settimanali. Uno riceveva una panoramica di tutti i comportamenti osservati, uno riceveva un obiettivo assegnato, e l’ultimo sceglieva autonomamente su quale comportamento ricevere feedback. L’approccio, ispirato alle tecniche del coaching digitale, si è rivelato sorprendentemente efficace.
I risultati sono chiari: tra coloro che hanno ricevuto feedback settimanale, il 13% ha ridotto la velocità eccessiva, il 21% ha frenato bruscamente meno spesso e il 25% ha avuto meno accelerazioni improvvise. Numeri significativi, soprattutto considerando che non c’erano penalità previste per i “cattivi” guidatori. Il cambiamento è stato favorito da un’informazione semplice e regolare, via SMS o dashboard settimanali.
I partecipanti stessi hanno indicato quali strumenti li hanno aiutati di più: il 67,4% si è detto motivato dalla possibilità di ricevere incentivi economici, il 53,9% ha apprezzato il feedback via messaggio, mentre il 45,8% ha preferito avere accesso a un pannello con i dati dettagliati della settimana. Elementi che dimostrano come la trasparenza e il coinvolgimento personale possano fare la differenza nel modificare abitudini consolidate.
La tentazione dello smartphone resta, ma le buone abitudini resistono
Uno degli aspetti più curiosi emersi dallo studio riguarda l’uso dello smartphone durante la guida. Nonostante il monitoraggio, questo comportamento rischioso non ha subito significative variazioni. Gli autori ipotizzano che l’indicazione di un “punteggio base” iniziale abbia generato nei partecipanti un falso senso di sicurezza, convincendoli erroneamente di non aver bisogno di miglioramenti.
Ma la vera sorpresa è arrivata alla fine dell’esperimento. Dopo 12 settimane di feedback, i partecipanti sono stati osservati per altre sei settimane senza ricevere alcuna informazione. Anche in questa fase, i guidatori hanno continuato a mostrare stili di guida più prudenti, segno che la semplice consapevolezza dei propri comportamenti — senza bisogno di punizioni — può radicare nuove abitudini.
Secondo AAA, questa ricerca apre nuove strade per l’educazione alla sicurezza stradale. Nel 2023, negli Stati Uniti, oltre 40.000 persone sono morte in incidenti automobilistici. In un’epoca in cui monitoriamo il sonno, l’alimentazione e l’attività fisica attraverso il telefono, l’idea di usare la stessa tecnologia per guidare meglio potrebbe essere più che sensata — potrebbe salvare vite.