Samsung ha fatto della sua intelligenza artificiale un punto focale della strategia di marketing per i suoi dispositivi Galaxy. Tuttavia, dopo mesi di speculazioni, la casa sudcoreana ha ribadito che alcune funzionalità di Galaxy AI diventeranno a pagamento dal 2026. Questa decisione, già anticipata all’inizio dell’anno, è stata confermata con il lancio dei nuovi Galaxy S24 FE e dei tablet Galaxy Tab S10+ e S10 Ultra.
Samsung Galaxy AI sarà a pagamento da gennaio 2026
Nel comunicato ufficiale che ha accompagnato il lancio dei nuovi dispositivi, Samsung ha chiarito che le funzionalità di Galaxy AI saranno gratuite fino al 31 dicembre 2025. Pertanto, a partire da gennaio 2026, alcune di queste potrebbero richiedere un abbonamento. Questo annuncio segue dichiarazioni simili fatte in precedenza, prima del debutto dei Galaxy S24 a gennaio e dei pieghevoli Galaxy Z Fold 6 e Z Flip 6 a luglio.
Nonostante l’avviso, Samsung non ha ancora specificato quali funzioni di Galaxy AI rimarranno gratuite e quali verranno incluse nel modello a pagamento. Tuttavia, è probabile che l’azienda stia valutando un approccio simile a quello adottato da Google con il suo abbonamento Gemini Advanced, disponibile attraverso Google One AI Premium al costo di 21,99 euro al mese.
Il chatbot Galaxy AI è stato un elemento centrale nella promozione dei dispositivi Samsung, specialmente con l’introduzione di nuove funzionalità di intelligenza artificiale nei modelli di punta come il Galaxy S24 Ultra e i pieghevoli. Questa tecnologia, infatti, non solo migliora l’esperienza utente, ma rappresenta anche un potenziale modello di guadagno per Samsung.
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Quale sarà il futuro delle funzionalità AI?
La decisione di mettere a pagamento alcune funzionalità di Galaxy AI sembra ormai inevitabile, anche se (ripetiamo) ancora non si sa quali strumenti diventeranno a pagamento e quali rimarranno accessibili gratuitamente.
Come precisa l’ANSA, Samsung potrebbe decidere di richiedere un servizio in abbonamento solo per le funzionalità più avanzate, lasciando invece gratuite quelle di base. Ad esempio Circle to Search, che è stata realizzata assieme a Google e che consente di trovare online risposte per qualsiasi elemento passi sullo schermo. Le attività di vera e propria analisi generativa, come la sintesi di lunghi documenti, sarebbero invece considerate premium e dunque a pagamento.
Samsung ha utilizzato il termine “AI” nei suoi comunicati stampa, evitando spesso di parlare esplicitamente di “Galaxy AI”. Questo potrebbe suggerire che molte delle funzioni AI siano in realtà basate su tecnologie sviluppate da Google. Se Google decidesse di monetizzare questi strumenti, Samsung potrebbe essere costretta a seguirne l’esempio.