Anche iPadOS è un gatekeeper per l’UE: ecco cosa cambia da ora

Dopo iOS, anche iPadOS è diventato un gatekeeper per l’Unione Europea. Ma cosa cambia per Apple e per tutti gli utenti?

morghy il robottino giornalista
Morghy, il robottino giornalista

Dopo iOS, nella “tagliola” del Digital Markets Act finisce anche l’iPadOS di Apple, il sistema operativo per i tablet iPad. Di recente i regolatori dell’UE hanno annunciato che anche iPadOS va considerato come un gatekeeper. Ma cosa cambia per Apple e per gli utenti iPad?

iPadOS è un gatekeeper: ecco cosa cambia

Con l’annuncio da parte delle autorità UE in merito alla designazione di iPadOS come gatekeeper, ci saranno degli importanti cambiamenti per quanto riguarda l’accesso e l’utilizzo di iPadOS.

Intanto, come si legge nel post del blog dell’UE, “Apple ha ora sei mesi per garantire la piena conformità di iPadOS agli obblighi del DMA“.

E questo significa che per iPadOs Apple dovrà provvedere a:

  • rendere i servizi interoperabili per i terzi (es. “aprire” App Store dell’iPad OS)
  • consentire agli utenti di accedere ai dati che generano utilizzando la piattaforma.

Tutto questo, ovviamente, va visto nell’ottica di un sistema operativo, e non di un’applicazione vera e propria come nel caso dell’App Store. Ma è indubbio che Apple non potrà imporre paletti e limiti vari, almeno per quanto riguarda l’utenza europea, quella appunto sottoposta al DMA.

La strategia di Apple

Da tempo il colosso tech di Cupertino aveva subìto delle disposizioni da parte dell’UE, come il fatto di dover supportare app store alternativi, il sideloading delle app e l’accesso ai motori di navigazione di terze parti, per quanto riguarda iPhone e iOS.

Con l’arrivo della “tagliola” anche per iPadOS, Apple vede fallire una sua strategia di “salvare” il sistema operativo per iPad. Ricorda Ars Technica, Apple tecnicamente ha separato il sistema operativo dell’iPad da quello dell’iPhone nel 2019, quando ha iniziato a chiamare il sistema operativo del tablet “iPadOS” invece di iOS.

Peccato che sia iOS che iPadOS condividono gli stessi numeri di build del software, e vengono addirittura aggiornati in maniera sincronizzata. E con tanto di download del software dallo stesso App Store.

Già solo con l’apertura alle API pubbliche, con tanto di possibilità di utilizzare app store e motori di navigazione alternativi, per Apple diventa più fattibile il rischio di una maggior concorrenza nel settore dei tablet. Dovrà presentare delle soluzioni davvero all’avanguardia per salvarsi, e forse Apple lo sa, a giudicare dalle nuove implementazioni presenti nella nuova serie iPad Pro.

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