In un mercato sempre più in fermento anche a causa della situazione pandemica che stiamo vivendo, comprendere e analizzare i big data è sempre più importante. Secondo uno studio del Capgemini Research Institute, intitolato “The data-powered insurer: Unlocking the data premium at speed and scale” però, solo il 18% delle compagnie assicurative riesce a ottimizzare i dati per ottenere un vantaggio competitivo.
Big data e assicurazioni
Dal report emerge un dato chiaro. Tutte quelle compagnie assicurative che riescono a ottenere fonti di dati non tradizionali, provenienti per esempio da dispositivi indossabili e dai social media, avranno maggiori possibilità di soddisfare il cliente in termini di praticità, consulenze personalizzate e tariffe. Queste compagnie vengono definite Insurance Data Master e presentato tre principali differenze rispetto alle altre: il 92% dispone di una governance centralizzata o di un organismo facilitatore, il 62% collabora con le InsurTech e il 97% ha creato API (application programming interfaces) aperte che consentono alle terze parti di accedere ai loro dati.
“Solo il 18% delle compagnie assicurative possiede capacità tecniche, cultura e pratiche in grado di supportare programmi data-driven che permettano di sfruttare al massimo il crescente volume di dati“, ha dichiarato Monia Ferrari, Financial Services Director di Capgemini in Italia. “Queste organizzazioni, che noi chiamiamo ‘Data Master’, sono considerevolmente più grandi dei loro competitor, e la maggior parte ha un fatturato medio superiore ai 20 miliardi di dollari“
Grazie ai dati oltre il 40% delle compagnie assicurative sta mettendo piede in nuovi mercati, il 43% utilizza i dati in tempo reale per aggiornare i modelli attuariali mentre un terzo li usa per simulare nuovi rischi.
Infine, se le compagnie assicurative riuscissero ad allineare le strategie sui big data a quelle business, potrebbero diventare data-powered. Per farlo, ecco in quali aree chiave devono investire:
- Su una piattaforma tecnologica moderna in grado di snellire i sistemi differenti, generare una visione unificata del rischio e offrire i dati necessari in modo tempestivo;
- Su un modello operativo adeguato per portare su scala i casi d’uso assicurativi basati sui dati;
- Sulla promozione di una solida cultura dei dati in tutta l’organizzazione;
- Sull’orchestrazione d un ecosistema di Open Data.
Federico Morgantini Editore