Google Play Store, stop alle app Android che scaricano la batteria

Nuove regole sul Play Store penalizzano le app energivore e segnalano agli utenti i rischi di consumo eccessivo

Redazione

Google ha annunciato un importante aggiornamento delle politiche per gli sviluppatori Android, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia dei dispositivi. La misura entrerà in vigore dal 1° marzo del prossimo anno e introduce nuovi parametri di valutazione per le applicazioni che incidono negativamente sul consumo energetico. Le app considerate colpevoli di un uso anomalo della batteria potranno subire penalizzazioni sul Play Store, tra cui riduzione della visibilità nelle raccomandazioni e l’inserimento di un avviso esplicito sulla scheda di download, informando l’utente sul potenziale impatto sull’autonomia dello smartphone.

Stop alle app che scaricano la batteria: il Play Store diventa più severo

Questa iniziativa si inserisce nelle nuove direttive tecniche sulla qualità del Play Store e punta a limitare l’abuso dei cosiddetti “wake lock”, processi che mantengono il dispositivo attivo anche a schermo spento.

Sebbene questi strumenti siano fondamentali per applicazioni come la riproduzione musicale in background o il download di file di grandi dimensioni, un uso improprio può impedire al sistema di entrare in modalità di riposo, causando un rapido esaurimento della batteria.

Secondo le nuove regole, un’app sarà considerata energivora se mantiene il dispositivo “sveglio” per oltre due ore complessive nelle 24 ore senza una motivazione giustificata. In tali casi, oltre alla riduzione della visibilità sullo store, la scheda dell’app includerà un messaggio chiaro per gli utenti, evidenziando l’eventuale impatto negativo sull’autonomia.

Questo approccio permette agli utenti di scegliere consapevolmente quali app installare, mentre gli sviluppatori saranno spinti a ottimizzare i propri prodotti per rispettare gli standard richiesti.

Una nuova metrica di qualità per le app Android sul Google Play Store

Il parametro di efficienza energetica si affianca agli altri indicatori già previsti dai “core technical quality metrics”, che monitorano crash, rallentamenti e comportamenti non responsivi delle app. L’obiettivo è promuovere un ecosistema Android più sostenibile e affidabile, dove le applicazioni non compromettano l’esperienza d’uso a causa di un consumo eccessivo di risorse.

Sui dispositivi indossabili, la valutazione energetica è già operativa: le app che consumano oltre il 4,44% della batteria dell’orologio per ogni ora di utilizzo attivo vengono segnalate come inefficienti. Google ha collaborato con Samsung per definire questa nuova metrica, segnalando l’intenzione di estendere i controlli anche al settore dei wearable e uniformare gli standard di prestazione nell’intero ecosistema Android.

In questo modo, non solo gli smartphone ma anche gli orologi e altri dispositivi connessi beneficeranno di app più efficienti, meno invasive dal punto di vista energetico, e più affidabili nel tempo.

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