Tesla Cybercab: Musk promette l’arrivo del robotaxi per il 2026

Il CEO annuncia la produzione ad aprile 2026, ma restano dubbi su sicurezza e realismo delle tempistiche

Redazione

Durante l’assemblea degli azionisti di giovedì, Elon Musk ha annunciato che Tesla inizierà a produrre il Cybercab ad aprile nello stabilimento di Austin, Texas. Un veicolo elettrico completamente autonomo, senza volante, pedali o specchietti, pensato per essere un robotaxi capace di muoversi da solo, senza supervisione umana. L’annuncio, arrivato subito dopo l’approvazione del maxi pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari per il CEO, segna una nuova tappa nella visione radicale di Musk sulla mobilità del futuro.

Il Cybercab di Musk: un’auto senza comandi umani

Secondo quanto dichiarato da Musk (e riportato da TechCrunch), il Cybercab sarà il primo veicolo costruito appositamente per la guida autonoma completa, ottimizzato per garantire il minor costo per miglio possibile in modalità automatica. Sarà prodotto nella fabbrica di Austin con una linea capace di assemblare un’unità in appena dieci secondi, contro il minuto richiesto per un Model Y. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere i 2-3 milioni di esemplari all’anno.

Il problema è che, nonostante le promesse, il sistema Full Self-Driving (FSD) di Tesla non ha ancora ottenuto l’approvazione per un uso davvero “senza conducente”. Attualmente, la versione più avanzata del software richiede ancora la supervisione umana. Inoltre, il Cybercab non esiste ancora nella realtà: è stato mostrato solo in rendering e concept durante l’evento “We, Robot” dell’ottobre 2024.

Tesla ha però già avviato a giugno un piccolo servizio di robotaxi a Austin, utilizzando SUV Model Y equipaggiati con una nuova versione del software FSD. Nonostante la definizione di “non supervisionato”, durante i test è sempre presente un dipendente Tesla sul sedile del passeggero, un dettaglio che ridimensiona di molto la narrativa della guida autonoma totale.

Contraddizioni e ostacoli sulla strada del robotaxi

Le parole di Musk contrastano con quelle della presidente del consiglio di amministrazione di Tesla, Robyn Denholm, che aveva affermato a Bloomberg che il Cybercab avrebbe avuto comunque volante e pedali come piano di riserva. Ma quando Musk decide di cambiare direzione, tutto il resto dell’azienda è costretto a seguirlo.

Il problema più grande resta però la regolamentazione. Negli Stati Uniti, nessun veicolo può circolare su strada pubblica senza i comandi tradizionali, salvo autorizzazioni specifiche delle autorità federali. Persino colossi come General Motors, con il suo Cruise Origin, e Waymo, che utilizza veicoli Jaguar I-Pace modificati, non sono ancora riusciti a ottenere l’ok per l’eliminazione totale del volante.

Per Tesla, quindi, la vera sfida non sarà tanto costruire il Cybercab, quanto convincere gli enti regolatori che un veicolo senza volante, pedali e supervisione può essere sicuro. Musk, fedele al suo stile, non sembra però preoccupato: l’obiettivo è fissato ad aprile 2026, e la sua promessa resta chiara — portare su strada il primo robotaxi “puro” al mondo, anche se per ora esiste solo nei suoi piani.

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