Il mare non smette mai di raccontare storie, dalle vocalizzazioni dei gamberetti ai rumori prodotti dalle grandi navi. Interpretare questi suoni e trasformarli in dati concreti per la tutela della biodiversità è l’obiettivo del progetto «Vongola» (Visual and nOise-eNhanced AI Analysis for Marine Biodiversity MonitorinG, Observation and LeArning).
Vongola, un progetto PNRR per la salvaguardia del mare
Avviato a luglio 2024 e sviluppato nell’ambito del PNRR dal Centro siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia (CSFNSM), dalle università di Catania e Mediterranea di Reggio Calabria e dall’azienda Nadir Byte, il progetto analizza in tempo reale la fauna marina lungo la dorsale jonica, misurando l’impatto dell’antropizzazione sugli ecosistemi.
Coinvolgendo più di 30 ricercatori e tecnici, tra fisici, ingegneri e biologi marini, Vongola si avvale di tre siti pilota: porto di Catania, Stretto di Messina e Area Marina Protetta del Plemmirio.
Stando al Corriere della Sera, la rete si estende per circa 40 chilometri di cavi fino a 2.100 metri di profondità, rappresentando la prima installazione di questo tipo in Europa nel Mediterraneo, nonché il primo idrofono cablato nello Stretto di Messina. La metodologia è non invasiva, scalabile e pensata per ridurre i tempi tra acquisizione dei dati e interventi di tutela.
Attualmente il progetto è in fase di validazione e consolidamento, con calibrazioni in campo, verifica delle prestazioni e sintesi degli indicatori a supporto delle politiche di conservazione. La consegna ufficiale è prevista per il 31 ottobre 2025, mentre le sperimentazioni continueranno, seguendo un percorso di sviluppo che unisce innovazione e sostenibilità.
Suoni e immagini per comprendere il Mediterraneo
Il Mediterraneo diventa così un vero e proprio laboratorio sottomarino, dove la tecnologia si mette al servizio della ricerca e della tutela ambientale. “È un luogo in cui fare ricerca d’avanguardia e sviluppare tecnologie innovative a servizio dell’ambiente e della biodiversità“, spiega al Corsera Alessia Tricomi, direttore del CSFNSM e coordinatrice di Vongola. L’obiettivo è trasformare i dati in conoscenza, a supporto di azioni mirate di tutela e conservazione della biodiversità.
Uno degli strumenti più innovativi è il Distributed Acoustic Sensor (DAS) installato sul cavo elettro‑ottico dell’INFN al porto di Catania. Questo prototipo di riflettometro ottico, sviluppato da Alcatel Submarine Network, utilizza la tecnologia laser per creare migliaia di punti di ascolto virtuali, equivalenti a una catena di microfoni lungo 40 chilometri di cavo fino a 2.100 metri di profondità. Inoltre, il sistema acquisisce i suoni in continuo e distingue le sorgenti: dal passaggio delle navi alle vocalizzazioni dei cetacei, restituendo mappe spazio-temporali dell’ambiente acustico sottomarino.
Parallelamente, i modelli di visione artificiale consentono il conteggio e l’identificazione della fauna marina dai video subacquei. L’integrazione dei canali audio-video permette di correlare presenze, comportamenti ed emissioni acustiche, generando dataset etichettati e dashboard di consultazione per monitorare trend, anomalie e impatti delle attività umane.
Grazie alla sinergia tra sensori acustici, video, modelli predittivi e intelligenza artificiale, ogni segnale raccolto si trasforma in conoscenza operativa, a supporto di politiche di conservazione e gestione sostenibile degli ecosistemi del Mediterraneo.