Boeing accelera la produzione di pannelli solari spaziali con la stampa 3D

Il colosso aerospaziale Boeing ha svelato una nuova soluzione per migliorare la produzione dei pannelli solari per satelliti

Redazione

Boeing accelera la rivoluzione dei pannelli solari spaziali. E lo fa grazie alla stampa 3D, o meglio con una soluzione di 3D-printing che riduce di mesi i tempi di produzione, il che non solo semplifica l’assemblaggio ma apre nuove prospettive per satelliti e missioni spaziali avanzate.

La stampa 3D rivoluziona la produzione di pannelli solari

Un approccio innovativo alla produzione di array solari, basato sulla stampa 3D di substrati compositi. Questa è l’ultima innovazione firmata Boeing: una tecnologia che permette di ridurre fino a sei mesi i tempi di costruzione su un tipico programma di ali solari, con un “miglioramento della produzione fino al 50% rispetto ai tempi di ciclo attuali“, si legge nel comunicato ufficiale su prnewswire.

Le prime applicazioni della nuova metodologia coinvolgono piccoli satelliti Millennium equipaggiati con celle solari ad alta efficienza di Spectrolab. “Integrando l’esperienza di Boeing nella produzione additiva con la tecnologia solare ad alta efficienza di Spectrolab e la linea di produzione ad alta velocità di Millennium, il nostro team di Space Mission Systems sta trasformando la velocità di produzione in una capacità, aiutando i clienti a realizzare costellazioni resilienti più rapidamente“, ha affermato 
Michelle Parker, vicepresidente di Boeing Space Mission Systems.

Stampando direttamente percorsi dei cablaggi, punti di fissaggio e altre caratteristiche costruttive, Boeing sostituisce decine di componenti separati, utensili complessi e delicati passaggi di incollaggio con un unico pezzo robusto e preciso, più facile da integrare e più veloce da produrre. Il substrato 3D è basato su materiali qualificati e processi collaudati, garantendo performance elevate e affidabilità per applicazioni spaziali.

Vantaggi tecnici e produttivi della nuova tecnologia

Oltre a ridurre i tempi, il nuovo approccio consente di assemblare simultaneamente il pannello e le celle solari, grazie alla stampa di caratteristiche strutturali integrate. L’uso di robot per l’assemblaggio e sistemi di ispezione automatizzata presso Spectrolab riduce ulteriormente i passaggi manuali, migliorando la coerenza e la qualità finale del prodotto.

Melissa Orme, vice president di Boeing Technology Innovation, sottolinea come l’additive manufacturing non solo elimini costi e tempi, ma aggiunga performance e capacità di scala. “Abbinando materiali qualificati a un filo conduttore digitale comune e a una produzione ad alta velocità, possiamo alleggerire le strutture, creare design innovativi e ripetere il successo in tutti i programmi. Questo è il punto della produzione additiva aziendale: fornisce componenti migliori oggi e la capacità di produrne molti di più domani“.

Boeing ha già introdotto oltre 150.000 componenti stampati in 3D nel proprio portafoglio, tra cui oltre 1.000 parti a radiofrequenza per ciascun satellite Wideband Global SATCOM in produzione e varie linee di piccoli satelliti completamente stampati.

Il nuovo approccio non si limita ai piccoli satelliti: può essere scalato fino alle piattaforme più grandi, inclusi i veicoli spaziali della classe Boeing 702, con una disponibilità di mercato prevista per il 2026. Il substrato rigido stampato in 3D, combinato con tecnologie modulari e collaudate, consente di accelerare il ciclo produttivo e ridurre i rischi di integrazione.

Iscriviti alla newsletter

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.