Lesioni spinali, nuovo dispositivo promette la ripresa di funzioni perse

I ricercatori dell’Università di Auckland hanno sviluppato un impianto che stimola la rigenerazione nervosa, aprendo la strada a trattamenti innovativi per le lesioni spinali

Redazione

Le lesioni del midollo spinale rappresentano una delle sfide più difficili per la medicina moderna. Finora, questi danni erano considerati irreversibili e senza cura, con conseguenze spesso devastanti per chi ne è colpito. Tuttavia, una recente sperimentazione condotta dall’Università di Auckland ha acceso una nuova luce di speranza: un dispositivo elettronico impiantabile che, attraverso la stimolazione elettrica mirata, potrebbe favorire la rigenerazione del midollo e il recupero delle funzioni perse, aprendo la strada a terapie innovative per l’uomo e non solo.

Una speranza elettrica per le lesioni spinali dall’Università di Auckland

Il midollo spinale è il tratto cruciale che trasmette i segnali tra cervello e corpo, e una sua lesione comporta la perdita di movimento e sensibilità in molte aree del corpo. A differenza delle normali ferite cutanee, che guariscono spontaneamente, il midollo spinale non si rigenera con efficacia, lasciando spesso i pazienti con disabilità permanenti.

Per risolvere questo problema medico, i ricercatori guidati dal dottor Bruce Harland hanno creato un impianto ultra-sottile progettato per essere posizionato direttamente sul midollo spinale, proprio sopra il punto della lesione. Questo dispositivo genera un campo elettrico controllato, ispirato ai segnali elettrici naturali che durante lo sviluppo embrionale guidano la crescita e la rigenerazione del tessuto nervoso.

L’idea è che questa stimolazione elettrica, innocua e impercettibile per il paziente, possa attivare meccanismi di guarigione promuovendo la ricostruzione delle connessioni nervose interrotte, favorendo così il recupero funzionale.

I risultati del trial sui modelli animali

Lo studio è stato condotto su ratti, che per loro natura possiedono una certa capacità di recupero spontaneo dopo una lesione del midollo. Questo ha permesso ai ricercatori di confrontare il naturale processo di guarigione con quello ottenuto grazie alla stimolazione elettrica.

Dopo quattro settimane di trattamento quotidiano, gli animali sottoposti all’impianto hanno mostrato un significativo miglioramento nei movimenti e una risposta più rapida agli stimoli tattili, segno che sia le funzioni motorie sia quelle sensitive stavano recuperando più efficacemente rispetto al gruppo di controllo.

Un aspetto fondamentale è che il trattamento si è dimostrato totalmente sicuro, senza causare infiammazioni o danni collaterali al midollo spinale, confermando così la compatibilità e la tollerabilità del dispositivo.

Il prossimo obiettivo dei ricercatori sarà quello di studiare con precisione l’effetto di diversi parametri di stimolazione elettrica — come intensità, frequenza e durata — per definire il protocollo più efficace e personalizzato per ogni paziente. Il sogno è di arrivare a un dispositivo medico impiantabile che possa aiutare non solo gli esseri umani, ma anche gli animali domestici che subiscono lesioni spinali, migliorando drasticamente la loro qualità di vita.

Questa ricerca, pubblicata su Nature Communications, è frutto della collaborazione internazionale tra l’Università di Auckland e la Chalmers University of Technology in Svezia.

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