Rispondere al telefono con il pensiero ora è possibile grazie a questo sensore tra i capelli

Un team di ricercatori dell’Università Yonsei in Corea del Sud ha sviluppato un sensore che permette di rispondere, rifiutare o interrompere una chiamata con il pensiero

Redazione

Un sensore microscopico che sfrutta le micro-puntine per raccogliere segnali elettrici dal cervello, in modo da compiere attività come rispondere a una telefonata con il solo pensiero. È questa l’ultima innovazione proveniente dall’Università Yonsei in Corea del Sud, che promette di semplificare enormemente l’interazione con i dispositivi tecnologici, rendendo obsoleti i metodi tradizionali come i touch screen.

Un sensore fra i capelli per rispondere al telefono col pensiero

Presentato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (PNAS), questo piccolo dispositivo è in pratica un’interfaccia cervello-macchina, che consiste in micro-puntine che aderiscono al cuoio capelluto e che funzionano anche quando si corre.

L’interfaccia cervello-macchina è un campo di ricerca che da anni sta cercando di tradurre i segnali neurali in comandi utili per dispositivi elettronici, come braccia robotiche o protesi avanzate. Tuttavia, i metodi attuali, spesso invasivi, comportano rischi significativi e difficoltà tecniche. Le soluzioni esterne, come quelle basate su sensori applicati sulla pelle, sono meno invasive, ma finora avevano un’efficacia limitata.

Non è il caso di questo sensore. Il team di ricerca ha sviluppato per questo dispositivo una serie di piccole placchette (delle dimensioni di pochi millimetri) che possono essere inserite direttamente tra i follicoli piliferi. Queste placchette utilizzano a sua volta dei microaghi per catturare i segnali elettrici prodotti dal cervello in modo efficiente.

Il dispositivo è stato testato su sei persone, che sono riuscite a controllare facilmente semplici interazioni durante alcune videochiamate, come rispondere, rifiutare o interrompere le chiamate usando solo il pensiero. I risultati della ricerca mostrano un’alta affidabilità nella lettura dei segnali e un funzionamento del dispositivo per circa 12 ore, anche durante lo svolgimento di attività come camminare o correre.

Il dispositivo testato potrebbe presto aprire la strada a una nuova generazione di tecnologie in grado di facilitare la comunicazione e l’interazione con dispositivi elettronici. Immaginate di poter controllare il proprio smartphone o il computer senza dover toccare un tasto o uno schermo, semplicemente utilizzando il pensiero. Inoltre, la lunga durata della batteria e la possibilità di usare il sensore mentre si è in movimento potrebbero renderlo un alleato ideale per migliorare l’accessibilità e l’efficienza nelle interazioni quotidiane.

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