Pitagora, il nuovo supercomputer per la ricerca sulla fusione nucleare

Arriva in Italia Pitagora, il nuovo supercomputer che con le sue alte prestazioni contribuirà alla ricerca sulla fusione nucleare

Redazione

Dalla nuova collaborazione tra il consorzio universitario Cineca e il colosso tecnologico Lenovo nasce Pitagora, un nuovo supercomputer destinato alla comunità scientifica per la ricerca sull’energia da fusione, che promette prestazioni senza precedenti grazie anche alle sue tecnologie avanzate e sostenibili. L’infrastruttura verrà installata a Casalecchio di Reno (Bologna) entro la fine del 2024. E sarà parte integrante dell’ecosistema del Tecnopolo di Bologna.

Pitagora, altissima capacità di calcolo per la ricerca nucleare

Con Pitagora Cineca porta in Italia un nuovo strumento che contribuirà in maniera decisiva alla ricerca sulla fusione nucleare. E questo grazie alla sua capacità di calcolo davvero impressionante: ben 55 milioni di miliardi di operazioni al secondo (55 PFlop/s). Un risultato che, seppur non lo renderà il primo al mondo, lo collocherà sicuramente tra i primi 50 supercomputer al mondo.

Proprio questa potenza di calcolo verrà impiegata principalmente nella simulazione numerica della fisica del plasma e nell’analisi strutturale di materiali avanzati: due aspetti fondamentali per lo sviluppo dell’energia da fusione.

Come evidenziato da Giovanni Ponti di ENEA, Pitagora non sarà solo una piattaforma di calcolo avanzato, ma anche un punto di riferimento per i ricercatori europei:

“Con Pitagora, i ricercatori avranno a disposizione un’infrastruttura di calcolo innovativa, dotata delle più recenti librerie software e ambienti di sviluppo per rispondere alle nuove sfide in ambito di ricerca di energia dalla fusione”.

La tecnologia di Lenovo al servizio della ricerca europea

Il cuore tecnologico di Pitagora è rappresentato dal sistema di raffreddamento Lenovo Neptune™ Direct Water-Cooling, una soluzione capace di dissipare fino al 98% del calore generato, mantenendo la temperatura delle CPU a livelli ottimali. Questa tecnologia non solo garantisce la massima efficienza di calcolo, ma riduce del 15% il consumo energetico rispetto ai sistemi tradizionali.

Alessandro De Bartolo (General Manager di Lenovo Infrastructure Solutions Group Italy) ha sottolineato come la tecnologia all’avanguardia di Lenovo consenta di affrontare sfide scientifiche sempre più complesse

“Questa con Cineca è una collaborazione storica, motivo di orgoglio e siamo stati pronti a offrire il nostro supporto in termini di potenza di elaborazione, scalabilità e sostenibilità in una sfida così importante e difficile come la ricerca sull’energia da fusione. In un’era in cui la complessità delle sfide scientifiche cresce esponenzialmente, l’HPC offre la potenza necessaria per simulare, modellare e analizzare fenomeni che, altrimenti, richiederebbero tempi e risorse pressoché infinite”.

Precisa l’ente nazionale ENEA in una nota, non si tratta della prima collaborazione tra Cineca e Lenovo. È infatti dal 2016 che il consorzio collabora con il colosso cinese, come dimostra l’installazione di Marconi, il primo supercomputer realizzato con tecnologia Lenovo.

Inoltre, da anni il consorzio ospita sistemi di supercalcolo per gli studi sulla fusione nucleare per produrre energia elettrica in modalità sicura e sostenibile. E questo in forza della collaborazione con EUROfusion (consorzio europeo che punta a progettare impianti tecnologici per garantire entro il 2050 la produzione di energia a fusione nucleare) ed ENEA, che rappresenta l’Italia nel consorzio sopraccitato.

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