Mobilità elettrica, il nuovo motore che dimezza l’impronta di carbonio

Oltre a migliorare le prestazioni, questo motore elettrico punta a tagliare le emissioni e la propria impronta di carbonio

Redazione

La transizione verso la mobilità elettrica si arricchisce di una nuova innovazione: il motore elettrico privo di magneti. In questo scenario, le due società Valeo e Mahle hanno unito le forze per sviluppare un sistema di motori elettrici destinato ai veicoli elettrici di fascia alta. Il sistema, noto come iBEE (inner Brushless Electrical Excitation), punta a ridefinire l’efficienza e la sostenibilità dei motori elettrici magnet-free.

Un nuovo motore che rivoluziona la mobilità elettrica

Recentemente Valeo e Mahle hanno siglato un accordo di sviluppo congiunto per realizzare un innovativo sistema “assale elettrico privo di magneti” (magnet-free electric axle system). L’obiettivo è quello di rivoluzionare la mobilità elettrica offrendo un motore che possa competere con i tradizionali motori a magneti (PMSM), ma con un impatto ambientale significativamente ridotto.

Già due anni prima Valeo aveva già iniziato a lavorare sui motori EESM (Externally Excited Synchronous Motor, i motori elettrici sincroni a rotore avvolto) in collaborazione con un costruttore europeo, con l’obiettivo di sviluppare un’architettura all-in-one in grado non solo di aumentare del 30% la densità di potenza rispetto agli attuali motori, ma anche di ridurre del 30% la propria impronta di carbonio rispetto a un motore PMSM. 

Oggi, collaborando con la Mahle, Valeo punta a un nuovo obiettivo: tagliare le emissioni sul ciclo di vita del 40%.

Come funziona il sistema iBEE

Per raggiungere questo nuovo obiettivo, Valeo ha sviluppato il sistema iBEE adottando una tecnologia avanzata sviluppata da Mahle: la Mahle Contactless Transmitter (MCT). Basandosi sull’induzione wireless, questa tecnologia elimina infatti la necessità sia dei magneti che delle spazzole, azzerando così la dipendenza da terre rare e le criticità che ne conseguono, così come i problemi di usura e manutenzione delle spazzole.

Grazie all’eliminazione dei magneti permanenti, si prevede una riduzione delle emissioni di CO2 superiore al 40% rispetto a un motore elettrico tradizionale di potenza equivalente.

Le due società precisano che al momento stanno lavorando a un concept di raffreddamento innovativo per ottenere un migliore rapporto di potenza continua/picco. E che i primi prototipi di questo motore elettrico saranno previsti per la fine del 2024.

Per il momento, i primi veicoli a beneficiare saranno quelli di fascia alta (con potenza di picco compresa tra 220 kW e 350 kW), con la possibilità in futuro di estenderle questa tecnologia anche a segmenti di mercato inferiori.

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