Evento dedicato all’innovazione e alla sostenibilità, l’Expo 2025 di Osaka sarà una bella opportunità per tutti coloro che dal 13 aprile al 13 ottobre 2025 vorranno vedere qualche progetto innovativo all’insegna del Green Tech. Come ad esempio il “Foresting Architecture”, il progetto della Takenaka Corporation che combina la stampa 3D con l’uso di materiali biodegradabili. Al centro di questo progetto ci sono dei padiglioni-case che prima offriranno ai visitatori spazi temporanei per il relax, ma al termine dell’evento andranno a contribuire alla crescita della biodiversità, diventando appunto degli alberi.
Expo Osaka 2025, il padiglione con case a base di resina e stampa 3D
I “Seeds Paper Pavilion”, da cui ha preso avvio il progetto, sono delle strutture temporanee a forme di “case” che si decompongono al termine del loro utilizzo, senza necessità di smaltimento o riciclo artificiale.
Selezionati come vincitori del concorso interno della Takenaka Corporation tra il 2020 e il 2021, questi padiglioni puntano a una nuova concezione di architettura: non un’opera che al termine della sua funzione diventa un peso per l’ambiente, ma un seme per il futuro.
Realizzati con un sistema di stampa 3D, i padiglioni utilizzano il CAFBLO, una resina biodegradabile a base di cellulosa acetato sviluppata dalla società Daicel. Questo materiale, innovativo e sostenibile, è in grado di decomporsi naturalmente e di favorire la crescita di piante integrate nella struttura stessa. Le pareti dei padiglioni, infatti, contengono semi che germoglieranno durante il corso dell’Expo, trasformando gradualmente le strutture in spazi verdi come boschi e foreste.
L’architettura green che dà vita alle piante
L’idea dietro il “Foresting Architecture” non è solo quella di offrire uno spazio per il riposo, ma di dimostrare come l’architettura possa svolgere un ruolo attivo nella promozione della biodiversità e nella riduzione dell’impatto ambientale.
Le strutture non necessiteranno di essere smantellate o riciclate artificialmente al termine dell’evento, in quanto i materiali impiegati inizieranno un processo di decomposizione naturale.
I semi presenti nelle pareti daranno a sua volta vita a nuove piante, che proseguiranno la loro crescita anche dopo la conclusione dell’Expo. In questo modo, l’architettura temporanea non sarà più un elemento di disturbo per l’ambiente, ma un contributo alla sua rigenerazione.