Nadia, il robot umanoide che sa (anche) boxare

Attraverso un sistema di controllo basato sulla realtà virtuale, questo robot diventerà un campione nella boxe e anche nella lotta contro i disastri naturali

Redazione

Il futuro della robotica si avvicina sempre di più alla realtà, grazie a sistemi di teleoperazione avanzati che consentono ai robot di eseguire compiti complessi in ambienti ostili. Un esempio di questa evoluzione è Nadia, un robot umanoide sviluppato dalle società di robotica IHMC e Boardwalk Robotics. Grazie alla combinazione di tecnologia VR e sofisticati sistemi di controllo, Nadia promette di rivoluzionare le operazioni in scenari come incendi, risposte a disastri e smaltimento di ordigni esplosivi. Nel frattempo, però, punta a portare la rivoluzione almeno nel mondo della boxe.

Nadia, il robot che impara la boxe grazie alla realtà virtuale

Riferisce il sito di informazione Interesting Engineering, il robot Nadia è di recente balzato agli onori della cronaca per via di una serie di video in cui lo si vede eseguire stretching e lanciare pugni con una fluidità sorprendente (non a caso, il suo nome si ispira alla famosa ginnasta Nadia Comăneci).

Tutto questo è merito del nuovo sistema di controllo basato sulla realtà virtuale. Il robot è infatti controllato da un ingegnere vicino che indossa occhiali VR, trasmettendo in tempo reale i movimenti delle proprie braccia e gambe a quelli di Nadia tramite un collegamento fisico.

Questa dimostrazione di Nadia che apprende tecniche di boxe attraverso la realtà virtuale non è solo un’impressionante esibizione tecnologica, ma rappresenta un passo significativo verso la creazione di robot più adattabili e versatili.

Attuatori ISAs per assicurare prestazioni ottimali

Nadia non è solo un prodigio meccanico. Il robot è dotato di un sistema di potenza ibrido che combina attuatori elettrici e idraulici, che rendono Nadia estremamente adattabile.

I Moog’s Integrated Smart Actuators (ISAs), progettati originariamente per il robot HyQ del Dynamic Legged Systems Lab dell’IIT, giocano infatti un ruolo chiave nella sua efficienza, perché i motori personalizzati nel bacino e quelli commerciali nelle braccia assicurano al robot prestazioni ottimali.

Con 29 articolazioni e una gamma di movimento eccezionalmente ampia, Nadia supera inoltre molti dei robot umanoidi attualmente sul mercato in termini di versatilità, dato che questa flessibilità le permette di raggiungere aree normalmente inaccessibili ai robot tradizionali, offrendo un livello di mobilità senza pari.

Un robot che lotti nella boxe e nei disastri naturali

Le potenzialità di Nadia non sono passate inosservate negli ultimi tempi. Diverse organizzazioni, tra cui il NASA Johnson Space Center, l’Army Research Laboratory (ARL) e l’Office of Naval Research (ONR), stanno infatti supportando il suo sviluppo.

Anche perché le applicazioni pratiche di Nadia non si limitano alla boxe, ma includono scenari complessi come la lotta antincendio, la risposta a disastri naturali e il disinnesco di ordigni esplosivi. Con le giuste capacità, Nadia potrebbe operare come un vero e proprio companion umano, estendendo la presenza delle persone in situazioni ad alto rischio senza metterle direttamente in pericolo.

IHMC sta anche esplorando nuove interfacce uomo-macchina per migliorare la collaborazione tra robot e operatori umani. L’obiettivo è integrare tecnologie moderne, come la realtà virtuale, con metodi più tradizionali, offrendo una vasta gamma di soluzioni per la gestione remota e diretta di robot come Nadia.

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