Un “cristallo” capace di resistere per miliardi di anni, nonché in grado di contenere una memoria pari a quella dell’intero genoma umano. Questa è l’ultima innovazione dell’Università di Southampton (Inghilterra): una memoria 5D che potrebbe conservare informazioni vitali per il futuro dell’umanità e di altre specie, superando qualsiasi altro formato di archiviazione conosciuto.
Memoria 5D: cos’è e come funziona
Per “Memoria 5D” si intende una speciale tecnologia di conservazione dati che può immagazzinare miliardi di byte in uno spazio davvero irrisorio, resistendo perfettamente a intemperie e condizioni estreme. Il termine 5D deriva dal fatto che, invece di trascrivere le informazioni su una superficie a due dimensioni, come nel caso della carta e dei nastri magnetici, questa memoria utilizza due dimensioni ottiche e tre coordinate spaziali per scrivere in tutto il materiale.
Nel caso della memoria creata dal team dell’Optoelectronics Research Centre (ORC) dell’Università di Southampton, essa è capace di immagazzinare fino a 360 terabyte di dati senza subire alcuna degradazione, anche in condizioni estreme come temperature superiori a 1000 °C o l’esposizione a radiazioni cosmiche.
La tecnologia è stata dimostrata in via sperimentale per la prima volta nel 2013 quando una copia digitale da 300 kb di un file di testo è stata registrata con successo in 5D, e a sua volta nel 2016 quando gli scienziati hanno salvato come copie digitali documenti come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR), la Magna Carta e la Bibbia di Re Giacomo.
Un cristallo per l’eternità
Questa tecnologia rappresenta una rivoluzione rispetto ai tradizionali formati di archiviazione, come nastri magnetici o supporti digitali, che si deteriorano col tempo. Questa memoria 5D è composta da quarzo fuso, uno dei materiali più resistenti presenti in natura, capace di sopportare anche impatti fisici intensi.
Uno degli obiettivi principali di questo progetto è la conservazione del genoma umano. Grazie all’utilizzo di laser ultra-veloci, i ricercatori hanno inscritto i tre miliardi di lettere del genoma umano in un cristallo, che ora è conservato nell’archivio “Memory of Mankind” in una grotta di sale a Hallstatt (Austria).
Per garantire che i dati siano leggibili, i ricercatori hanno inciso sul cristallo una chiave visiva. Questa chiave include elementi universali, come idrogeno e carbonio, e la struttura molecolare del DNA, fornendo così indicazioni su come decodificare le informazioni genetiche contenute. L’ispirazione per questa chiave visiva deriva dalle placche inviate nello spazio con le sonde Pioneer della NASA, destinate a viaggiare oltre i confini del Sistema Solare.
Vantaggi e applicazioni della memoria 5D
Il potenziale di questa tecnologia non si limita all’essere umano. Il cristallo 5D potrebbe essere utilizzato per creare un archivio duraturo del patrimonio genetico di specie in via di estinzione.
Sebbene oggi non sia ancora possibile creare organismi complessi a partire da dati genetici, gli scienziati stanno facendo progressi significativi in questo campo. Nel 2010, ad esempio, il team del dottor Craig Venter ha creato un batterio sintetico, dimostrando che la sintesi di vita artificiale è già una realtà per forme semplici.
Un aspetto intrigante del progetto è la possibilità che il cristallo possa essere ritrovato in un futuro remoto da una forma di intelligenza, umana o artificiale.