Consapevolezza digitale in Italia: password sicure, ma privacy ancora a rischio con l’IA

Gli italiani creano password sicure e gestiscono meglio le truffe, ma restano poco consapevoli dei rischi dell’IA e del Wi-Fi domestico

Redazione
digitale

Notizie buone (e altre meno) per quanto riguarda il rapporto degli italiani con il digitale. Secondo recenti ricerche, infatti, sta migliorando la consapevolezza dell’importanza della sicurezza online e di conseguenza di password di livello. Ma, dall’altra parte, devono ancora lavorare sulla privacy in tema AI. Ecco i dati della ricerca condotta da NordVpn.

A che punto sono gli italiani col digitale?

L’indagine ha interessato oltre 25.000 persone provenienti da 181 Paesi. A occupare la Top 5 dei Paesi più avanzati dal punto di vista digitale e della sicurezza: Singapore, Finlandia, Lituania, Germania e Stati Uniti.

L’Italia, invece, si posiziona all’11° posto grazie soprattutto alla loro capacità di creare password di livello (98%) e alla gestione di offerte sospette di servizio di streaming (94%).

Gli italiani poi eccellono anche in merito alla conoscenza di quali autorizzazioni concedere o meno alle diverse app (89%) , ai rischi in cui si incorre salvando i dati della propria carta di credito sul browser (88%) e quali dati sensibili evitare di condividere sui social media (85%).

Altra nota positiva, di certo non da poco, sta nel fatto che oltre il 49% (numero in crescita dato che lo scorso anno si fermava al 45%) sa come risolvere rapidamente in caso di violazione della password.

Per saperne di più: Sicurezza informatica: cos’è la cyber security e come metterla in atto

Nonostante questo, va sottolineato che i ricercatori hanno notato un progressivo peggioramento medio dei livelli di consapevolezza della privacy online e della sicurezza informatica.

In particolare in Italia siamo ancora molto indietro quando si parla del digitale e della sicurezza legata all’AI. Nello specifico solo il 7% sa esattamente cosa considerare quando si utilizza l’IA in ambito lavorativo. E solo il 9% sa quali dati vengono raccolti dai fornitori di servizi internet come parte dei metadati.

Intelligenza artificiale a parte, gli italiani sono anche indietro sui livelli di protezioni della propria rete WI-FI di casa, dato che ancora tanti (anzi troppi) la ritengono sicura di default.

In ultimo, sebbene siano in grado di creare password sicure, ancora pochi sanno dove salvarle poi in sicurezza.

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